Alfa 156: una trazione anteriore che rimarrà scolpita nel mito

Acquistata da mezzo milione di clienti nel 2001, ha lanciato la tecnologia common rail.

Trazione anteriore o posteriore, questo è il problema. A essersi posto questo interrogativo l’Alfa Romeo, che nella sua decennale storia le provate entrambe. Stigmatizzata da alcuni fan accaniti, la anteriore è stata eccezionale per l’Alfa 156.

Le casse languono, e allora…

Negli Anni ’90 il Gruppo Fiat naviga in cattive acque. Bisogna risalire la china e gli ingegneri di Arese se ne vengono fuori con un nuovo modello che getta le sue fondamenta sul pianale della Tipo. E lasciano tutti quanti a bocca aperta: l’asso nella manica è la sospensione anteriore a quadrilatero, garanzia di controllo e comfort. Ne scaturisce uno sterzo sopraffino.

Chi vuole apparire…un po’ deve soffrire

Costruita nel 1997, la 156 evidenzia alcune novità. Coraggioso per un’auto di grandi volumi l’oscuramento delle portiere posteriori nei montanti. Alla base vi è la convinzione di avere fra le mani un progetto di prim’ordine. Ed infatti il giro-porta posteriore è specifico, il che significa maggiori investimenti per la progettazione e l’industrializzazione. Poi De Silva riporta al centro della scena lo scudetto, dopo che era stato di dimensioni minime sulla 155. Per ragioni stilistiche, la berlina concede poco spazio sia per chi siede dietro sia per i bagagli. Rinunce che non ne compromettono il successo: votata Auto dell’Anno 1998, viene acquistata da mezzo milione di clienti nel 2001.

Common rail, primo atto

La 156 passerà alla storia come una delle ultime a vantare il V6 Busso: ne disponevano la 2.5 V6 da 190 CV e soprattutto la cattivissima GTA, un 3.2 da 250 CV. Ma ciò che conta è il lancio del common rail, tecnologia che entra nelle grazie dei guidatori per il contenimento di rumorosità e vibrazioni. I costruttori non si fanno mancare proprio nulla, neppure in ambito sportivo. Prestigioso il poker di trionfi nel Campionato Europeo Turismo dal 2000 al 2004, con Fabrizio Giovanardi e Gabriele Tarquini.

 

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