Renault Twingo: prova su strada, opinioni e recensioni

CI siamo messi al volante della piccola citycar francese a trazione posteriore. Sterza in un fazzoletto, i consumi sono realmente contenuti, ma il motore appare eccessivamente pigro.

Nuova Renault Twingo prova su strada
In curva la Renault Twingo non teme paragoni con le altre vetture di segmento A attualmente in commercio.

Lo scorso anno ha visto la luce la terza generazione della Renault Twingo. Il look della piccola citycar francese è stato radicalmente modificato rispetto alla seconda serie, anche perché questa vettura è assemblata sfruttando un pianale progettato congiuntamente dalla stessa Renault e da Mercedes. Pianale che è usato anche per la terza serie della Smart Fortwo e per la nuova Smart Forfour. Quest’ultima che ha un design e caratteristiche meccaniche del tutto simili alla Twingo.

 

BASSI CONSUMI, MA “PIGRIZIA” DA VENDERE – Il motore della Renault Twingo è collocato sotto il portabagagli. Conseguentemente la trazione della piccola francese è posteriore. Abbiamo scelto per il nostro test drive una vettura equipaggiata con un tre cilindri aspirato a benzina da 71 CV (cilindrata 999 cm³). Un propulsore adeguato alla vettura, ma assolutamente privo di grinta. In ripresa il tre cilindri mostra più di una difficoltà: raggiungere i 150 km/h di velocità massima dichiarati dalla casa francese è una vera impresa titanica. In città, invece, talvolta si dimostra un po’ pigro. Si fa perdonare queste sua mancanza di agilità con consumi veramente bassi: 22,2 km con un solo litro di benzina, ben 1.000 metri in più scegliendo la versione con Start&Stop che, purtroppo, non abbiamo potuto testare.

 

STERZA IN UN FAZZOLETTO – Pochi i cavalli per avvertire la trazione posteriore. Meglio così. La marcia è fluida e la tenuta di strada ottimale. In curva la Renault Twingo non teme paragoni con le altre vetture di segmento A attualmente in commercio. È priva del semiasse anteriore e per questo non solo affronta i tornanti con sorprendente agilità, ma sterza in un fazzoletto: le manovre di parcheggio con quest’auto sono semplicissime. Il volante è leggero, ma non per questo poco preciso.

 

POCO SPAZIO – Il design complessivo della vettura ricorda un po’ troppo quello della Fiat 500 (e ci sono state tante polemiche a tal riguardo). Gli interni sono ben curati e hanno un carattere cool, strizzando l’occhio specie ai neopatentati e a guidatori in rosa. Lo spazio a bordo, tuttavia, è scarso: il divanetto posteriore è veramente stretto e poco pratico. La plancia è organizzata in maniera ottimale: tutta la strumentazione è a portata di mano (finalmente anche il clacson, prima posizionato sulla leva delle frecce), tranne il pulsante del Cruise Control, un po’ troppo nascosto.

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