Mercedes Benz GLC: primo contatto, recensione, impressioni

Dimenticate la vecchia GLC: questo SUV taglia M ha componenti da Classe C, sistemi di assistenza alla guida che ammiccano l'autonomous drive, e nessun rivale in off-road.

Archiviate le linee rigide della sua antenata, il nuovo SUV di media taglia della casa di Stoccarda presenta un nuovo design, Sensual Purity, più accattivante e più in linea con le varie Audi Q5 e BMW X3, nella speranza di replicarne i volumi di vendita. Le novità sono sostanziali: piattaforma modulare Mra, versione ibrida plug-in, per la fine dell’anno, connettività, assistenza alla guida e areosità dell’abitacolo: uno dei principali problemi della vecchia GLC.

IL COLPO D’OCCHIO – Nel dettaglio, l’abitacolo è più lungo di 13 cm in lunghezza, il baule ora supporta 580 litri, e lo spazio del divano è più ampio e confortevole. La GLC è sorprendentemente equipaggiata di tutto punto: dall’impianto Burmester al “clima” che permette anche di aromatizzare o ionizzare l’aria dell’abitacolo. Nella plancia finalmente trova spazio un sistema d’infotainment di qualità, gestibile da tutti i passeggeri tramite controller o touch-pad: la novità più grande è l’introduzione dell’head-up display che permette al conducente di non distogliere lo sguardo dalla strada e che segna un concreto tentativo della Mercedes-Benz di rimettersi al passo dei principali competitors. Da qui è possibile gestire tutto e godersi il viaggio. Sì, perchè con tutti i sistemi di assistenza del caso attivi, si ha pericolosamente l’impressione della guida semi-autonoma: basti pensare che la frenata assistita arriva fino ai 200(!) km/h, che a regolare il gas c’è il Distronic Plus, a mantenere l’auto in carreggiata, fino ad un massimo di 15 secondi, c’è il Lane keeping attivo. Dopo i 15 secondi si attiva l’allarme che fa comparire sull’head-up display la silhouette di due mani sul volante e gli aiuti si disattivano. Per non parlare dei sistemi di sensori e telecamere di parcheggio. Lo stile e la cura dei dettagli. Dal sedile del conducente ci si rende immediatamente conto della qualità dei componenti: siamo ai livelli della nuova Classe C.

LA PROVA – Messi da parte confort e hi-tech, la GLC 250 si lascia guidare e forzare, dimostrando agilità, vivacità, potenza. Merito soprattutto di un quattrocilindri 2.1 biturbo diesel da 204 CV e 500 Nm, regolare e silenzioso. Decisamente promosso anche il nuovo cambio 9G-Tronic a 9 marce,che rispetto al 7 marce appare subito, qualora ve ne fosse ulteriormente necessità, più reattivo e deciso: da provare nelle modalità del Dynamic Select più sportive per credere. Sì, perchè la piacevole (ri)scoperta di questa crossover compatta a baricentro basso si declina in cinque modalità di guida: Eco, Comfort, Sport, Sport +, Individual. Senza dimenticare la sua natura da fuoristrada, con le modalità: Off-road, Incline, Rocking Assist, Slippery e Trailer. L’utilizzo combinato del controllo della velocità in discesa, 4-Ets e delle telecamere dallo schermo del Comand, permette alla GLC di non temere pendenze dell’80%, tratti accidentati con due ruote in presa e inclinazioni laterali di 27°.

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