Hyundai Tucson CRDi 4 WD Automatica 2015: primo contatto e recensione

La Hyundai Tucson CRDi automatica regala sin da subito ottime sensazioni per quanto riguarda la linea estetica, gli interni davvero spaziosi e la guida sicura.

La Hyundai Tucson è stata presentata come l’erede della ix35, e si caratterizza al primo impatto come un suv davvero robusto e dai grandi spazi. La nuova nata della Hyundai è più generosa in termini di sicurezza rispetto alla precedente con 7 cm in più e con maggiori passi avanti in fatto di sicurezza, grazie alla dotazione del sistema di frenata d’emergenza, del monitoraggio dell’angolo cieco e dell’assistenza al mantenimento della corsia di marcia. Per quanto riguarda i motori, la gamma comprende anche un motore 1.6 benzina da 175 CV e in generale le potenze disponibili sono tra i 132 e i 184 CV.  È possibile scegliere tra la trazione anteriore o integrale e il cambio manuale, automatico a sei rapporti o doppia frizione a sette marce.

Analizziamola più nel dettaglio.

ESTERNI – L’immagine della Hyundai Tucson CRDi richiama sia quella del fuoristrada senza fronzoli che di quello sportivo. Senza dubbio il frontale con la calandra esagonale fa risaltare molto l’estetica di questo suv con il tetto arcuato, lo spoiler senza sommità, i passaruota pronunciati e il montante posteriore in posizione piuttosto arretrata, che dà maggiore dinamicità alla vettura. Questa linea “tirata” penalizza forse un po’ troppo la visibilità all’indietro riducendo al minimo il disegno dei finestrini.

 

INTERNI – La parola d’ordine di questa vettura sono gli spazi, mantenendo la sobrietà degli interni, che un po’ contrasta con le linee molto ricercate fuori. Il senso di ariosità è conferito dal grande tetto apribile all’esterno e dai sediolini accoglienti regolabili elettricamente. Le dotazioni elettroniche della plancia sono facilmente raggiungibili, incastonati in assemblaggi precisi, anche se in alcuni punti caratterizzati da plastiche dure non di qualità eccelsa.

 

DOTAZIONI – Le dotazioni tecnologiche sono di alto livello con il dispositivo di assistenza al parcheggio, il blocco del differenziale, il tasto che permette di limitare la velocità dell’auto quando si affrontano discese ripide e il selettore “sport” del cambio automatico che sono tutti ben raggiungibili. Al centro dell’abitacolo domina il navigatore satellitare, con schermo di 8” e sette anni di servizio Tom Tom Live, che viene dichiarato dalla casa come tre volte più veloce rispetto ai precedenti. È presente la radio Dab+, con lettore cd a 6 altoparlanti con connessioni Usb e Aux. Inoltre è da segnalare l’ampio vano di carico con il portellone ad apertura elettrica, con il pianale posizionabile su due altezze differenti.

 

PRESTAZIONI – La Hyundai ha cercato di progettare una vettura capace di soddisfare i palati fini della clientela europea votata soprattutto alla ricerca del massimo comfort e della piacevolezza della guida. Dalle numerose prove su strada la Hyundai Tucson CRDi ha dimostrato un’ottima stabilità senza eccessivi rollii in curva, grazie al passo lungo, e una inaspettata maneggevolezza. Le due differenti modalità offerte dal Drive Mode Select delle auto a cambio automatico permettono differenti tarature dello sterzo, del motore e del cambio così da adattarsi alle abitudini di guida. In generale i vari modelli si sono dimostrati poco rumorosi e capaci di regalare una guida rilassata anche a velocità più sostenute, evitando rumori molesti. Per quanto riguarda i consumi, i dati della casa dichiarano un consumo discreto con 15.4 km/l, che non sembra però essere stato confermato dai test che invece riportano un dato leggermente inferiore (13.4 km/l), ma il tutto è ovviamente da confermare nell’utilizzo quotidiano.

 

GIUDIZIO – Il giudizio sulla Hyundai Tucson CRDi 4 WD non può che essere in sostanza positivo, grazie alla piacevole e aggressiva estetica, molto ricercata, gli interni spaziosi e al complesso davvero di pregio. I fattori positivi si segnalano proprio nel comfort e nella motorizzazione, che regala ottime emozioni di guida senza sbandamenti. Quelli da rivedere sono endemici nelle caratteristiche positive, perché un’estetica così tirata degli esterni, paga in qualche modo in visibilità anche se la dotazione elettronica viene incontro a questo aspetto.

 

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