Valtteri Bottas: un finlandese alla guida della Williams

Giovane, talentuoso e con alle spalle una “scuola” dalla lunga e consolidata tradizione, quella finlandese. Valtteri Bottas ha un futuro scritto in Ferrari?

E’ salito alla ribalta delle cronache per tre motivi: il primo, il suo indubbio talento che lo pone nello stretto novero dei più interessanti prospetti della F.1 di oggi. Il secondo per i rumors che già lo vogliono come uno dei principali candidati per la sostituzione di Kimi Raikkonen in Ferrari a partire dal 2017.

Il terzo, senza dubbio, è la sua fidanzata, la nuotatrice finlandese Emilia Pikkarainen che, nonostante la giovane età ha già alle spalle due partecipazioni olimpiche – la prima asoli 15 anni nel 2008 – due medaglie a i Campionati Europei e quattro record nazionali in tutte le distanze in vasca della specialità farfalla.

Stiamo parlando di Valtteri Bottas, pilota scandinavo della Williams, ultimo esponente di una delle scuole di piloti più brillanti e cariche di tradizioni, quella finlandese. Una scuola che, dopo essersi “concentrata” per anni sulla specialità nazionale ovvero i rally – producendo assoluti fuoriclasse della categoria come Markku Alen, Marcus Gronholm, Mikko Hirvonen, Juha Kankkunen, Timo Salonen, Tommi Makinen, Ari Vatanen ed il compianto Henri Toivonen solo per citarne alcuni e per rendere l’idea della sua prolificità – si è verso la fine degli anni ’70 scoperta fucina di talenti anche sulla pista.

Fu Keke Rosberg il “capostipite” di quella nidiata di campioni che ha visto poi in Mika Hakkinen e Kimi Raikkonen i continuatori principali cui Bottas punta ad essere il naturale “erede”.

Dalla GP3 alla Williams

Bottas_ValtteriNato a Nastola, piccolo centro della regione del Päijät-Hame nell’agosto del 1989, Valtteri Bottas è arrivato alla F.1 bruciando le tappe. Non c’è dubbio che il “trampolino” che gli ha permesso di spiccare il grande salto sia stata la vittoria nel campionato europeo GP3 nel 2011 quando era già entrato nella “scuderia” dei piloti Williams: un titolo che contribuì enormemente a far cresce le sue quotazioni in seno al team di Sir Frank tanto da essere promosso terzo pilota nel 2012 e titolare a partire dal campionato 2013.

Bottas è un “tipico” talento finlandese: veloce e costante, ha nella lettura e nella gestione delle situazioni “sfavorevoli” il suo punto di forza. D’altronde la lunga militanza di Valtteri nelle competizioni locali, spesso corse sul ghiaccio, prima di sbarcare in Europa per partecipare nel 2007 al Campionato inglese di F. Renault, non poteva non influire sul suo stile di guida attento e preciso con una capacità di gestire l’usura dei componenti della vettura non comune e molto “scandinava”.

Gli inizi della sua carriera in F.1 non furono semplici: nel 2013, infatti, la scarsa competitività della Williams ed una certa dose di inesperienza denunciata di tanto in tanto, gli impedirono di farsi notare, anche se la sua capacità di raggiungere sempre e comunque il traguardo – solo due ritiri in stagione e mai per suoi errori – ne facevano intravedere il talento.

I primi punti li ha colti a fine stagione, arrivando ottavo nel GP degli Stati Uniti, ma non c’è dubbio che la sua “esplosione” nel 2014 sia stata una inattesa novità per il mondo delle corse. Una stagione strepitosa dettata dall’ottima riuscita della Williams FW35, dalla potenza del motore Mercedes ma anche dalla sua maturazione: con sei presenze sul podio ed il quarto nella classifica Mondiale, Valtteri Bottas si è consacrato nell’esclusivo novero dei top driver.

Il futuro è suo: in Williams o, forse, in Ferrari…

 

Photo Credit: Morio, Lutz H.

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