Gran Bretagna: arriva il sì alle auto senza guidatore

Un esempio di auto senza pilota: la google car
Un esempio di auto senza pilota: la google car

Il prossimo gennaio le strade inglesi potrebbero vedere all’opera le prime auto senza pilota. A partire dal 2015 sarà possibile infatti in Gran Bretagna comprare le self driving car e utilizzarle nel traffico urbano senza alcun vincolo legislativo. Una decisione che rappresenta una novità a livello europeo, se non mondiale (eccezion fatta per la California, negli Stati Uniti dove è già in vigore il lasciapassare per le sperimentazioni della google car).

I motivi dell’apertura inglese

Uno dei motivi che hanno spinto il governo di Londra a prendere questa decisione è spronare così le Case che stanno mettendo a punto progetti in questa direzione, a dare il decisivo impulso per lo sviluppo di auto considerata da tutti come il futuro della mobilità urbana. Non solo, lasciando i comandi al computer, l’esecutivo britannico spera così di poter diminuire i rischi al volante con una guida più prudente e rispettosa dei limiti di velocità. Anche se ancora i lati oscuri sono tantissimi. L’effettivo vantaggio di dare tutto in mano al computer è concreto solo quando le auto senza pilota saranno la maggioranza del parco auto circolante, poiché i pc di bordo potranno comunicare tra loro e scambiarsi informazioni come velocità e traiettoria di modo da evitare qualsiasi incidente.

I rischi

Invece nella sciagurata ipotesi in cui si verifichi un incidente con un’auto normale? Di chi sarà la colpa, del computer o del proprietario dell’auto? Sono vuoti normativi da colmare di fronte a quella che può essere la vera rivoluzione del mondo dell’auto. Ancor più dell’elettrico. E l’Italia in questo settore è messa bene, in virtù delle ricerche del professor Alberto Broggi dell’Università di Parma e della sua Deeva, l’auto senza pilota made in Italy che ha dato risultati brillanti anche in mezzo al traffico. Al momento oltre a noi, a Nissan – che ha sperimentato lo scorso anno un prototipo per le strade di Tokyo – ci sono solo Stati Uniti (google car in testa) e Svezia, con alcune prove a Goteborg.

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