Robocar: la prima auto da corsa autonoma

La vetture correrà sui circuiti di Formula E.

Da restarci secchi. Roborace si avventura nell’emisfero della Formula E, presentando la Robocar, auto da corsa a guida autonoma.

Progetto di Daniel Simon

Era stata annunciata nei primi mesi del 2016, con alcuni video teaser ritraenti le prime simulazioni digitali. Veicolo frutto dell’ingegno di Daniel Simon, celebre per aver contribuito a film come Legacy e Oblivion. Da lì, un ritorno nell’ombra, preparando il gran giorno del debutto. Giorno che è arrivato al Mobile World Congress di Barcellona. In Catalogna si è reso possibile apprezzare il mezzo nella sua interezza, che porterà le corse a guida autonoma per circuiti di tutto il mondo.

Gara senza piloti

Ogni ruota ha un motore da 300 kW, che, caolcola Drive PX2 di Nvidia, spingerà il mezzo alla velocità di 320 km/h. Fornita inoltre una serie di sensori specializzati e telecamere che catturano le informazioni esterne riguardo la vettura e si espandono lungo il circuito. Il debutto di Robocar segue le prime gare tenutesi all’ePrix di Buenos Aires. Tra i partecipanti i veicoli non erano del tutto Robocar, bensì prototipi di sistema ribattezzati DevBot. Il vincitore della gara ha raggiunto una velocità di 186 kmh, mentre l’ultimo si è scontrato contro un muro.

Sverdlov: “E’ il futuro della mobilità”.

Sull’ambizioso progetto ha rilasciato alcune dichiarazioni l’amministratore delegato Denis Sverdlov. “Credo davvero – spiega – che, entro il 2025, vedremo in giro un sacco di auto senza conducente nonché in piena autonomia – . Con la tecnologia già oggi disponibile, ciò è assolutamente possibile…”. Il che non porterà ad affrettare i tempi: “Naturalmente ci vorrà un po’ di tempo per produrre nuove leggi e regolamentare un fenomeno inedito, ma questo è il futuro. Ed è già qui tra noi. Le vetture che utilizzeremo domani sono già disponibili. E, se davvero lo volessimo, potrebbero essere utilizzate già ora”. L’importante è ora godersi il momento: Ci prendiamo tutto l’orgoglio necessario a mostrare una macchina più che funzionale, che rimane fedele al concetto iniziale che abbiamo condiviso con il mondo, allo stesso tempo una rarità nel design automobilistico e una testimonianza della nostra determinazione. È una grande sensazione di liberazione…”.

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