Morto l’ex pilota di F1 Andrea De Cesaris

Domenica 5 ottobre De Cesaris si schianta con la sua moto nel GRA di Roma. Inutili i soccorsi, l'ex pilota muore sul colpo.

Uno schianto. Fortssimo. Mortale. Sempre alla guida, questa volta, della sua moto, una Suzuki 600. L’ex pilota di Formula Uno Andrea De Cesaris è morto sul colpo, ieri, attorno alle 14.00, sul Grande Raccordo Anulare di Roma, vicino all’uscita per la Bufalotta.

Dinamica Incidente

Secondo i testimoni che hanno assistito alla scena De Cesaris avrebbe fatto tutto da solo. Complice, probabilmente, l’alta velocità, all’altezza del Km 23,500 ha perso il controllo del mezzo andando a finire con violenza contro il guard rail. Inutili i soccorsi del 118. L’ex pilota è morto sul colpo.

Andrea De Cesaris: ritratto

A volte, per entrare nella storia non serve essere i migliori. Andrea De Cesaris, classe 1959, c’era riuscito pur non avendo mai vinto un Gran Premio di Formula Uno. Su 214 gare disputate nessuna vittoria. Eppure era molto stimato dai colleghi ed amato dal pubblico. Forse per il suo fare estroverso da tipico “romanaccio”, o forse per la passione e la grinta che metteva in pista. Fatto sta che diventò un vero e proprio mito della F1 degli anni ’80.

Carriera

Tanti anni tra i motori di tante scuderie diverse: McLaren Minardi, Ligier, , Rial, Scuderia Italia, Brabham, Jordan, Tyrrell e Sauber. Tanti anni fatti più di insuccessi che di successi. Anni in cui i fan e il panorama sportivo lo ha davvero conosciuto per quello che era, schietto, coraggioso, spericolato, forse, anche fin troppo. Inizia a correre sui Go Kart nel 1972 per poi approdare alla Formula 3 britannica. Poi il salto alla Formula Uno negli anni ’80 dove, con Alfa Romeo, otterrà le sue migliori prestazioni, come la prima pole position nel GP degli Stati Uniti Ovest, a Long Beach.

Se molti piloti vengono ricordati per i loro strabilianti risultati, Andrea De Cesaris verrà sicuramente ricordato per quelli peggiori. Ben 148 ritiri di cui 22 consecutivi. E non possiamo dimenticarci degli aneddoti. Come quando rimane senza benzina ed è costretto a scendere ed a spingere la vettura a pochi metri dal traguardo, a Montecarlo. Oppure la volta in cui esce di strada, si schianta su una collina investendo una macchina. Un’incidente spettacolare da cui esce illeso ma che gli costa il licenziamento. Non a caso la stampa inglese lo ha sempre soprannominato “ Andrea De Crasheris” per i suoi numerosi e sensazionali scontri.

Nonostante ciò fu sempre chiamato da grandi marchi automobilistici che gli consentirono di gareggiare ad alti livelli. Si ritira dalla Formula Uno nel 1994 per dedicarsi ad un’altra sua grande passione: il wind surf.

In questa giornata d’attesa per le sorti di Bianchi, il giovane pilota protagonista di un terribile incidente nel Gran Premio del Giappone, il mondo dei motori perde un grande personaggio del passato.

Uno che, seppur non essendo il migliore, è stato di certo un grande pilota. Grande nell’animo, nello spirito, nella voglia di fare. Uno che la velocità ce l’aveva nel sangue. Quella stessa velocità che lo ha tradito tante volte e, ora, se l’è portato via, nella sua Roma, una domenica d’ottobre.

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