Formula Uno: Bianchi operato al cervello, è in condizioni critiche

Il pilota della Marussia respira autonomamente ma serviranno le prossime 72 ore per capire come potrà evolversi il quadro clinico. La famiglia in volo per il Giappone

I primi soccorsi portati a Jules Bianchi
I primi soccorsi portati a Jules Bianchi

Vent’anni dopo la morte di Ayrton Senna nel gran premio di Imola, la Formula Uno riscopre l’incubo sicurezza. Jules Bianchi è ancora ricoverato in condizioni gravissime all’ospedale di Tsu-city in seguito all’incidente che lo ha visto protagonista ieri nel gran premio del Giappone, quando la sua Marussia è andata a sbattere contro una gru.

Operato al cervello, respira autonomamente

L’impatto è stato tremendo a causa della dinamica sfortunatissima. Un giro prima dell’incidente Adrian Sutil era finito in testacoda contro le barriere a causa della forte pioggia. Il pilota stava bene, è uscito dalla monoposto e stava tornando ai box. A quel punto i commissari hanno fatto uscire la gru per rimuovere la Sauber del tedesco, in questo frangente Bianchi è andato lungo alla stessa curva ma invece di impattare contro le barriere di protezione è finito contro la gru. I commissari hanno capito subito la gravità della situazione facendo intervenire la medical car e fermando immediatamente la gara. Le cattive condizioni meteorologiche non hanno consentito un trasporto sicuro a bordo dell’elicottero e si è scelto di trasportare d’urgenza il pilota in ambulanza all’ospedale. Bianchi è stato operato per ridurre l’ematoma che comprimeva il cervello e si trova in prognosi riservata a causa delle gravi lesioni alla testa. Il pilota però sarebbe in grado di respirare autonomamente e saranno decisive le prossime 72 ore per capire l’evoluzione del quadro clinico. Ancora non sono stati emessi bollettini medici ufficiali perché si sta aspettando l’arrivo della famiglia del francese in Giappone.

Chi è Jules Bianchi

Nato in Francia 25 anni fa ma con chiare origini italiane, Bianchi era uno dei talenti della Ferrari Driver Academy. La passione per i motori lo colpisce a 4 anni quando sale sul primo kart e decide che quella sarà la sua strada. Dopo due campionati con la Marussia, l’anno prossimo lo attendeva un sedile alla Sauber per completare la maturazione e, chissà, magari prendere il posto di Kimi Raikkonen alla Ferrari nel 2015. I sogni di Bianchi erano pronti a sbocciare. Il destino e la scelleratezza del direttore di corsa si sono messi di traverso. Un passo alla volta Jules, la tua carriera può essere ancora lunga.

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