Gran Premio d’Italia: storia dell’autodromo di Monza tra successi e tragedie

Al via venerdì 5 settembre il Gran Premio d'Italia su uno dei circuiti più veloci al mondo

Autodromo di Monza
Autodromo di Monza

Era il 28 luglio del 1922. La guerra è finita, la gente si appassiona sempre più allo sport per riscattarsi dagli anni bui del conflitto mondiale. Era una giornata d’estate a Monza, una giornata che, però, verrà ricordata per sempre nel mondo dei motori. Era la giornata in cui Pietro Bordino e Felice Nazzaro fecero, per la prima volta, il giro completo dell’Autodromo di Monza.

Costruzione del circuito

La pista è una delle più veloci mai costruite, dove è possibile raggiungere anche i 350 Km/h. Voluta nel 1922 dall’Automobile Club di Milano proprio all’interno del parco di Monza, è stata messa in piedi in soli 110 giorni. A progettarla furono tre ingegneri: Piero Puricelli, Alfredo Rosselli ed Arturo Mercanti. Veloce e maledetta, potremmo dire, scenario di tragedie che hanno segnato la storia della Formula 1. Tragedie che, ancora oggi, restano avvolte nel mistero.

Incidenti in pista

Uno schianto. Il tonfo sordo di chi perde il controllo della sua più fedele compagna e sparisce per sempre. Non una, ma ben cinque volte. Cinque, infatti, sono stati gli incidenti mortali nel corso della storia dell’Autodromo di Monza che, negli anni, hanno portato a modifiche del tracciato.

1928. Il pilota Emilio Materassi si schianta contro il pubblico dopo aver perso totalmente il controllo della vettura. 20 persone muoiono e altre 40 rimangono ferite.

1933. Giuseppe Campari corre, come sempre, sicuro della sua auto. Ma fu proprio lei a tradirlo. Una macchia d’olio scivola dal serbatoio. Slittano le gomme e Campari si ritrova in un fossato. Con lui muoiono altri due piloti.

1955. Una morte avvolta, ancora oggi, nel mistero. Non ci sono testimoni. Nessuno ha visto niente. Se n’è andato così il pilota Alberto Ascari. Col vento, veloce, schiantandosi contro la curva del Vialone che oggi porta il suo nome. Quel giorno, Ascari non aveva il suo casco e, soprattutto, la sua maglia portafortuna.

E poi l’incidente più grave mai accaduto in Formula 1. Van Tripps e la sua Ferrari si scontrano cin Jim Clark. Un tocco, piccolo e devastante. Il driver va contro le protezioni uccidendo 15 persone sulle tribune.

A chiudere il cerchio del lato oscuro di Monza, la storia del pilota morto campione. L’austriaco Rindt, nel 1970, perde la vita durante le prove del sabato mattina mentre era in testa alla classifica mondiale. Dopo la sua scomparsa nessun pilota riuscì a superare il suo punteggio. Morì e diventò, postumo, Campione del Mondo.

Il circuito oggi

Oggi il Gran Premio d’Italia è il più costoso dell’anno. Riunisce appassionati di motori, di sport o chi è in cerca solo di emozioni forti. Michael Schumacher detiene il maggior numero di vittorie, ben cinque. Lo scorso anno, a prendersi il primo gradino del podio del podio, fu Sebastian Vettel con la Red Bull. Quest’anno grandi favorite le Mercedes. Non resta che aspettare e goderci lo spettacolo. E’ su questo tracciato che Juan Pablo Montoya, nel 2005, firmò il record assoluto di velocità in gara per una Formula1: 372,6 km/h.

Orari prove libere, qualifiche, GP

Le danze si aprono venerdì 5 settembre  alle 10:00 quando prenderà il via la prima sessione di prove libere. Alle 14:00 inizio della seconda sessione.

Sabato 6 settembre le terze libere inizieranno dalle 11:00 mentre, per le qualifiche, bisognerà aspettare fino alle 14:00.

Domenica 7 settembre alle 14:00 si accenderanno i motori per il Gran Premio di Monza che vedrà impegnate le monoposto su 53 giri per un totale di 306 chilometri.

 

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