Formula1, i primi verdetti della stagione

La Ferrari arranca, la Mercedes domina

Red Bull 2014
Le Red Bull costrette ad arrancare - foto da Wikipedia

La Formula1 del 2014 è iniziata sotto i peggiori auspici: un regolamento tecnico difficile da capire, auto con un improbabile struttura deformabile al musetto dall’orribile forma fallica, guai giudiziari in Germania per corruzione e voci su un suo addio per Bernie Ecclestone e un rumore, quello dei motori turbo, che ha fatto irritare fan e organizzatori dei gran premi. Eppure, tra mille problemi, tra i quali la tenuta finanziaria di molti team, la massima categoria motoristica ha cominciato a dare i suoi verdetti.

Il primo è che, nonostante i nuovi motori turbo ecologici, lo spettacolo è ancora di casa. A parte Monaco e Melbourne, le altre gare sono state ricche di sorpassi e di battaglie, anche tra compagni di squadra. Emblematico è stato, infatti, il duello corretto, ma durissimo, in Bahrein tra Hamilton, vincitore, e Rosberg, veri e propri dominatori della stagione con la loro Mercedes al cui timone è approdato il leggendario asso austriaco Niki Lauda.

Austriaco come la Red Bull che sembra aver perso le ali. La scuderia anglo-austriaca, tecnicamente guidata dalla leggenda Adrian Newey, non è riuscita, fino al Canada, a trovare il bandolo della matassa. Il campione del mondo Sebastian Vettel sta venendo surclassato da Daniel Ricciardo, suo compagno di squadra, vincitore in Canada, con un passato nel junior team delle “lattine”, la faentina Toro Rosso, fino allo scorso motorizzata Ferrari, da quest’anno spinta dal turbo Renault, falcidiato da ogni tipo di problema, prima dell’inizio della stagione tanto che la Red Bull ha minacciato di trascinare il costruttore francese in tribunale.

A proposito di Ferrari, Maranello è in una crisi tecnica che non sperimentava, forse, dagli inizi degli anni ’90 quando, prima dell’era Todt e, soprattutto, Schumacher, a Maranello avevano perso la cognizione di come si facesse una macchina vincente. Nonostante i due campioni del mondo, Alonso e Raikkonen, gli uomini in rosso fanno fatica a mantenere il passo della Mercedes. Inoltre, la Ferrari fatica a tenere dietro le vetture spinte dal potentissimo motore turbo della “stella”. In Canada, addirittura, Alonso è stato dietro a Massa per tutto il Gp e solo la scorrettezza di Perez ha permesso alle rosse di mettersi dietro l’ex, liquidato lo scorso anno dalla gestione Domenicali.

Già, Domenicali. Dopo una vita in rosso, lo scorso 14 aprile, sei giorni prima dell’importantissima gara di Shanghai, il team principal di Maranello è stato sostituito da Marco Mattiacci che, dopo i fallimenti ferraristi in Cina, Spagna, Monaco e Canada, ha scritto una lettera ai fan. “Negli ultimi anni si è lavorato male – ha scritto – non si possono fare miracoli”.

Miracoli che non riescono più neanche in casa McLaren. Gli uomini di Ron Dennis sembrano aver tirato i remi in barca, consapevoli che, dal prossimo anno, tornerà la Honda a sostenere gli sforzi della casa di Woking. Fa, comunque, male al cuore vedere l’unica vera avversaria della Ferrari, nel cuore degli appassionati, ridotta al rango di nobile decaduta.

Dopo il Canada, comunque, a dominare la classifica è Nico Rosberg, il re delle stradine di Monaco, che ha vinto meno del compagno di squadra, Lewis Hamilton, ma ha dalla sua una regolarità da ragioniere. Prorpio in Canada il capolavoro: secondo, senza il motore elettrico mentre il suo compagno di squadra si ritirava per problemi tecnici al retrotreno.

La classifica piloti:

Nico Rosberg 140
Lewis Hamilton 118
Daniel Ricciado 79
Fernando Alonso 69
Sebastian Vettel 60
Nico Hulkenberg 57
Jenson Button 43
Vallteri Bottas 40
Kevin Magnussen 23
Sergio Perez 20
La classifica costruttori

Mercedes: 258
Red Bull-Renault: 139
Ferrari: 87
Force India – Mercedes: 77
McLaren – Mercedes: 66
Williams – Mercedes: 58
Toro Rosso – Renault: 12
Lotus – Renault: 8
Marussia – Ferrari: 2
Sauber – Ferrari: 0
Caterham – Renault: 0

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