Formula 1, uno sguardo alla Honda che non corse mai

Il racconto di un'epopea scoperta da RaceCar engeneering

honda segreta
honda segreta

La versione ufficiale è questa: la Honda ha lasciato la Formula 1 alla fine del 2008. Tutti ci ricordiamo il panico di Ross Brown che ci mise del suo per non abbandonare il progetto. Quella che, poi, sarebbe diventata BrownGP e poi Mercedes, però, non stava sviluppando solo la vettura campione del mondo del 2009, ma anche – almeno – un’altra vettura, completamente giapponese che non ha mai girato, ma è stata di sicuro progettata e messa in galleria del vento in Gipannone.

Uno sforzo enorme

Per il 2009, la Honda voleva vincere a tutti i costi. I bene informati ricordano che, prima di arrivare in Ferrari, Alonso fu corteggiato senza pietà dalla Honda che, proprio mentre parlava con Alonso, stava lavorando con tre team. Due si stavano occupando della vettura e lavoravano a Brackley, in Inghilterra. Il terzo, lavorava a Tochigi, in Giappone, e sembra che abbia lavorato allo sviluppo della vettura per molto più tempo di quanto sospettato in precedenza che aveva portato ad esiti molto diversi da quelli della BGP001 che avrebbe vinto il campionato.

Tante innovazioni nell’aerodinamica e nella meccanica

La RA 109, di sicuro, però, era un progetto drammaticamente avanzato. Molto più avanzato di quanto fossero Brown e RedBull dell’epoca e, se non si fosse ritirata, forse, sarebbe stata la casa dominatrice degli ultimi anni. Naturalmente, con i se e con i ma non si va da nessuna parte. Ma, di sicuro, la Honda segreta aveva delle innovazioni che la avrebbero resa, di sicuro, una vettura temibile. Per quanto l’ala anteriore fosse più semplice di quella della Brown, il cambio era avanzatissimo e aveva l’obiettivo ambiziosissimo di ridurre il peso del 12% e di accorciarlo del 19%. Non solo, nel 2009 si è fatto un gran parlare di scarichi soffiati e di diffusori biplano. Ecco, la Honda ne stava sviluppando uno e, stando a RaceCar Engeneering era molto più avanzato del controverso diffusore della Brown. Questo, nonostante l’ala anteriore, avrebbe permesso un grande carico sul posteriore e, quindi, maggiore trazione e migliori tempi sul giro. Novità anche all’anteriore: al tempo la Brown non equipaggiava il Kers, il sistema di recuperare dell’energia in frenata. La Honda, in modo quasi scontato, lo avrebbe equipaggiato, mettendo le batterie all’anteriore, ottimizzando i pesi.

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