F1 gp Singapore, la gara delle prime volte. Dal post Montezemolo alle comunicazioni radio limitate

Davanti partono le Mercedes poi le altre appaiate. Il limite alle comunicazioni radio può essere una variante. Ferrari in cerca di un podio dopo le dimissioni del presidente

La vista dall'alto del circuito di Singapore
La vista dall'alto del circuito di Singapore

Sarà il gran premio delle prime volte. La prima gara dopo il terremoto che ha sconvolto la Ferrari con le dimissioni di Luca Cordero di Montezemolo dalla presidenza del Cavallino Rampante e la prima con il limite imposto alle comunicazioni radio. Il gran premio di Singapore sembra non avere possibili outsider: la Mercedes resta là davanti ed è la squadra da battere. Rimane sempre l’incognita spogliatoio da tenere sotto controllo: riusciranno i due piloti delle frecce d’argento a non battibeccare in pista? Rosberg verrà fischiato per l’ennesima volta? In una Formula Uno diventata noiosa per lo strapotere Mercedes bisogna arrangiarsi in qualche modo per ottenere la bagarre. Non che manchi lo spettacolo, le critiche piovute sul circus sono ingenerose perché nonostante la rivoluzione di quest’anno i sorpassi e le staccate al limite non sono mancate. La F1 ha perso il fascino e la brillantezza di un tempo. Il problema non sono i motori o il dominio Mercedes, manca un ricambio generazionale al vertice che possa dare una rinfrescata a tutto il sistema.

Il limite imposto alle comunicazioni radio

Dicevamo il primo gp senza comunicazioni radio. Secondo la Fia piloti e scderie si erano fatti prendere un po’ troppo la mano e stavano violando il regolamento (“I piloti devono guidare da soli, senza aiuti”). Non si potrà più chiedere in quali settori si sta guadagnando o perdendo, oppure chiedere di regolare la power unit e nemmeno informazioni sul risparmio di carburante. Si torna al rapporto uomo-macchina, all’istinto del pilota. Pena una multa salatissima per frode sportiva.

F1 gp Singapore, l’albo d’oro

A Singapore si corre in notturna e si tratta di un circuito entrato recentemente nel programma della Formula Uno, quella di quest’anno sarà soltanto la settima edizione. Nell’albo d’oro compaiono solo tre piloti: Vettel con la tripletta dal 2011 al 2013, poi Alonso due volte e poi Lewis Hamilton. Il gran premio asiatico ha sempre portato bene al pilota spagnolo della Ferrari, nonostante sia stato qui che negli ultimi due anni ha perso i punti decisivi per il mondiale piloti, vinto poi da Sebastian Vettel.

Il crashgate del 2008 che favorì Alonso

La prima vittoria di Alonso, nel 2008, fu al centro di una polemica infinita con la Fia. La federazione automobilistica internazionale aprì un’inchiesta in seguito alle dichiarazioni di Nelson Piquet Jr, all’epoca compagno di squadra di Alonso in Renault, che ammetteva di aver concordato con il team manager Flavio Briatore, di andare a sbattere contro le barriere di proposito per facilitare la vittoria di Alonso. Piquet sbatté al 13esimo giro e, secondo la sua ipotesi, consentì a Alonso di rifornire ai box prima dell’entrata della safety car, guadagnando così un vantaggio importante. Briatore venne prima squalificato, poi scagionato da un tribunale francese.

Come giudichi l'articolo?
[Totale: 0 Media: 0]