Auguri Alex Zanardi: il campione di sport e di vita compie 48 anni

Atleta a 360°, presentatore tv, doppiatore. La storia tutta in salita di un campione esempio di coraggio per il mondo intero

Tenacia. La parola giusta per descrivere Alex Zanardi e i suoi 48 anni compiuti oggi è di certo questa. 48 candeline per celebrare non solo un campione sportivo ma un uomo che è diventato un esempio da seguire per molti che hanno avuto una vita meravigliosa e difficile come la sua.

Inizio carriera

Già a 13 anni il piccolo Alex correva sui Kart. In una Bologna, sua città natale, in piena espansione sognava di diventare un campione nonostante i divieti della famiglia. Sua sorella maggiore, infatti, morì in un incidente stradale. Ma Alex sapeva che questo grande dolore non lo avrebbe fermato. Sentiva che quella era la sua strada. E così fu. Nel 1997 e ’98 vince il campionato di formula Cart. Passò anni a gareggiare tra la Formula 1 e i Cart per poi tornare alla F1.

Incidente

Ritorno ai Cart. Si corre in Germania, a Lausitz e Zanardi sta facendo una gare bellissima, forse la migliore fino a quel momento di tutta la sua carriera. Dopo una partenza non proprio brillante riesce a recuperare posizioni schierandosi al primo posto. Non si sa perché, non si sa come, quella gara fino ad allora così magica si trasforma in un attimo nel giorno peggiore della sua vita. Alex torna ai box. Si ferma per pochi secondi. Riparte in fretta per non sprecare il vantaggio ottenuto sino a quel momento. Ma quando accelera per tornare in pista taglia sull’erba, va in testacoda e la vettura si ritrova in mezzo alla strada. Un pilota subito dietro di lui riesce ad evitarlo ma quello dopo lo centra in pieno. Lo schianto. La monoposto che si spezza in due. E con lei anche Zanardi. Le sue gambe vengono tranciate.

Un’operazione di tre ore riesce a salvarlo. Dopo una settimana di coma il pilota si risveglia, nessun danno cerebrale ma le sue gambe non ci sono più. La nuova vita di Alex inizia da qui.

Punto di ripartenza

Zanardi si definisce “ottimista” o meglio, dopo l’incidente, un misto tra “ padre Pio e Raffaella Carrà”, forse perché è stato miracolato ed è riuscito a non perdere mai il sorriso e l’entusiasmo per andare avanti.

Non soddisfatto delle protesi in circolazione, decide di disegnarsele. E, già nel 2003, ritorna in pista e non su una pista qualunque. Sul tracciato in cui rischiò la vita due anni prima. Sale a bordo di una Gran Turismo e capisce che non può mollare, non può vivere senza un volante tra le mani. Diventa pilota BMW grazie ad una vettura modificata per essere guidata anche senza l’uso dei pedali. Ma i suoi successi sportivi post-incidente non si limitano al mondo dei motori. Alle Paralimpiadi di Londra, nel 2012, conquista due ori nell’handbike.

Passioni oltre lo sport

Oltre ad essere uno che non riesce a stare lontano dallo sport, Zanardi ha intrapreso anche una fortunata carriera televisiva. Ha lavorato come doppiatore ed è stato presentatore nei programma tv “E se domani” e “ Sfide”.

Oggi non festeggiamo un uomo qualunque ma un simbolo di tutto ciò che può diventare realtà con una grande forza d’animo. Simbolo per tutti i giovani sportivi e disabili che sognano di non abbattersi mai e di arrivare in alto come lui. E come lui di reagire, combattere, essere il numero uno. Vincere sempre, in pista e nella vita.

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