Formula 1: Sebastian Vettel e il “miracolo” di Sepang

Inattesa e meritatissima vittoria per la Ferrari nella seconda gara stagionale in Malesia. Vettel strapazza Hamilton e Rosberg, mentre Kimi Raikkonen rimonta dall’ultimo al quarto posto.

Fantastico, inimmaginabile, incredibile.

Sebastian Vettel con una velocità sorprendente che nessuno aveva nemmeno osato immaginare, rinverdisce i fasti di Michael Schumacher, suo grande maestro cui si è ispirato perfino per la scelta della livrea del casco per la stagione in corso, e porta la Ferrari alla vittoria dopo oltre due anni di digiuno.

Solo un mese fa sembrava uno scenario al di fuori da ogni logica ed invece è successo davvero a Sepang, nel Gran Premio della Malesia e sul circuito di proprietà della Petronas, il principale sponsor della Mercedes.

Una vittoria della squadra, senza dubbio, dei progettisti e di Maurizio Arrivabene, nuovo team principal capace di dare una scossa alla Scuderia come pochi altri prima di lui. E una vittoria di Sergio Marchionne, autore di scelte forse impopolari ma capace di rifondare con una velocità inimmaginabile dalle macerie della scorsa stagione.

Una vittoria perfino del redivivo Kimi Raikkonen, sfortunato ed incolpevolmente tamponato in partenza e capace di una gara strepitosa in rimonta. Ma una vittoria soprattutto sua, di Seb Vettel, dato frettolosamente per finito dopo la scorsa stagione passata a masticare amaro e ad incassare lezioni dal giovane compagno Ricciardo.

L’effetto-Vettel

E invece il campione tedesco ha griffato una prova superlativa, assecondato da una macchina finalmente bella e vincente come solo le grandi Ferrari sanno essere.

Una vittoria sul campo, senza sfruttare errori o problemi tecnici altrui, ma grazie ad una strategia vincente e ad un passo-gara all’altezza della Mercedes.

Sebastian Vettel non è un pilota qualunque: lo si era capito subito, quando nel 2008 vinse a Monza con la piccola Toro Rosso compiendo un’impresa possibile solo ai veri fuoriclasse. Lo aveva confermato con quei quattro titoli Mondiali consecutivi entro i 25 anni che lo hanno posto fra i migliori piloti di sempre.

Ma in Ferrari, oltre alla sua grande voglia di rivincita ha portato qualcosa in più: la simpatica umanità, la voglia di sporcarsi le mani, la volontà di ferro che forse Alonso – pur talento cristallino – non aveva e cha hanno fatto immediatamente “squadra”.

L’effetto-Vettel, dunque, è determinante nella rinascita Ferrari ed ha preso in pieno contropiede i tedeschi guidati dal duo Lauda-Wolff che certo non si aspettavano una competitività delle Rosse così elevata, come evidenziato dalla confusione fatta dal team nei cambi gomme.

Ora però cedere ai facili entusiasmi sarebbe un errore. L’effetto-sorpresa non sarà più sfruttabile ed inizia così per la Ferrari la difficile impresa del confermarsi. Ma sognare, si sa, non costa nulla. E con un Vettel così sognare è più che lecito.

 

Photo Credit: F1 Fanatic

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