Ricorso contro multe

Con l’attivazione degli ultimi autovelox nelle grandi città e col potenziamento delle telecamere nelle
strade provinciali, a molti può essere capitato di violare il codice della strada andando incontro a pesanti
sanzioni amministrative di tipo pecuniario e conseguente perdita di punti sulla patente.

Può capitare che alcune delle sanzioni siano state applicate in presenza di violazone delle norme
legislative contenute nel Codice della Strada e pertanto siano passibili di ricorso.
I ricorsi, infatti, sono attuabili quando le multe presentano vizi, di forma o di sostanza, quando sono
illegittime o quando sia provabile che siano ingiuste.

Qualora si rientri in una di queste casistiche quindi il ricorso è assolutamente lecito.
Tre sono i possibili destinatari del ricorso: il Giudice di Pace, il Prefetto e l’Ente che ha rilevato la
violazione ed erogato la multa.

I vizi di forma possono essere diversi, come esempio riportiamo l’errata indicazione delle generalità del
conducente, l’errata segnalazione della data e dell’ora o ancora l’errata indicazione della targa del
veicolo.

Il ricorso in autotutela presso l’ente che ha erogato la multa in genere viene effettuato per vizi palesi e di rilevante gravità, come può essere lo scambio di persona o il numero di targa sbagliato piuttosto che in casi di doppio verbale per la stessa infrazione.

Il ricorso al Prefetto prevede invece l’invio delle motivazioni per l’annullamento della multa allo stesso.
In questo caso il Prefetto verifica gli atti e decide entro 120 giorni se il ricorso può essere o meno accolto.
Decorsi i 120 giorni, in mancanza di comunicazione, il ricorso invece si può considerare accolto.

Nel caso in cui la multa non sia ancora stata pagata o non sia ricorsi al Prefetto, è possibile chiedere l’annullamento della sanzione al Giudice di Pace.
Il Giudice d Pace può esprimersi a favore del ricorso, annullando completamente o parzialmente la multa oppure constatare l’inammisibilità del ricorso e comminare un’ulteriore sanzione da pagare a carico del ricorrente.

Nel caso in cui si abbia ricevuto il preavviso di violazione, ovvero il classico cedolino sotto il tergicristallo, bisognerà attendere l’invio del verbale per poter procedere col ricorso al Prefetto e al Giudice di Pace.

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