Pastor Maldonado: la faccia sorridente della F.1

Simpatico, divertente, talentuoso ed incostante. E’ Pastor Maldonado, pilota Lotus e primo campione venezuelano della F.1

Se si eccettua il grande Johnny Cecotto negli anni 80, grande campione motociclistico passato alle quattro ruote e che ha visto la sua carriera in F.1 stroncata da un grave incidente nel 1984 quando era compagno di squadra del giovane Ayrton Senna alla Toleman, il Venezuela non ha mai trovato un vero campione del volante.

Pastor_Maldonado_2015_MalaysiaDopo il tentativo fallito di Ernesto Viso, effimero test driver alla Midland nel 2006, a riempire questo vuoto ci ha pensato Pastor Maldonado. Nato a Maracay nel marzo del 1985, Pastor si avvia alle competizioni nel 2002 nel Campionato Nazionale di Formula Ford passando successivamente alla F. Renault italiana e conquistando il relativo campionato l’anno successivo.

Già nel 2004, proprio grazie alla sua frequentazione del nostro paese e ai buoni risultati, riuscì ad “assaggiare” il grande circus in sessioni di test invernali con la Minardi, ma nonostante questo per entrare in F.1 dalla porta principale ha dovuto attendere diversi anni, fatti di prestazioni altalenanti, incidenti, squalifiche e di sprazzi di talento assoluto.

Una pazienza ed una tenacia ripagata nel 2010, quando il pilota venezuelano dopo diversi tentativi ha finalmente vinto, dominando, il Campionato GP2, cosa che gli ha aperto le porte della Williams, dove ha trascorso due stagioni prima di approdare alla Lotus nel 2014.

Pastor: Un personaggio diverso

Sorridente, allegro, simpatico. Diverso da questo punto di vista da molti suoi colleghi. Assiduo frequentatore dei social network, da Twitter a Instagram.

Sposato con Gabriela, scrittrice e cantante, che lo segue sempre nelle sue avventure fra le piste del mondo. Discusso per il suo indubbio legame con l’ex-dittatore venezuelano Chavez e per la spinta altrettanto indubbia che la PDVSA, l’azienda petrolifera statale del suo paese, ha dato alla sua carriera assicurandogli ingaggi che forse i con i suoi soli risultati non avrebbe ottenuto.

L’unico campione socialista in uno sport capitalista, secondo la sua stessa definizione. Tutto questo è Pastor Maldonado, personaggio e pilota sicuramente sopra le righe sia in pista che fuori, capace di incredibili sorpassi ed errori marchiani, incapace, almeno fino ad ora, di mostrare un talento che è forse sottovalutato.

E così, fra alti e bassi, fra ottime prestazioni (poche) e tanti pasticci anche la sua carriera in F.1 ha continuato a dipanarsi, fra Williams e Lotus.

Barcellona, 2012: Maldonado vince davanti ad Alonso
Barcellona, 2012: Maldonado vince davanti ad Alonso

Il giorno perfetto

Ma c’è un vecchio detto che dice che è meglio vivere un giorno da leoni che cento da pecora: e quel giorno, Pastor, lo ha vissuto. 13 maggio 2012, Gran Premio di Spagna.

La Williams, nobile decaduta del circus, non vinceva ormai da sette anni – e, detto per inciso, non avrebbe più vinto nemmeno dopo. Il venezuelano, reduce da una buona sequenza di prestazioni incoraggianti nelle qualifiche della gare precedenti, trova il giro perfetto in Q3 e strappa a Fernando Alonso e alla Ferrari una pole position insperata e sorprendente.

La prima di un venezuelano in F.1. Un exploit che tutti si aspettano sia ridimensionato in gara: Alonso, infatti, balza al comando con una ottima partenza, ma Pastor lo tallona, lo pressa, lo tiene a vista. E al 27° giro, grazie ad una strategia migliore nel rifornimento lo supera, volando verso una vittoria inattesa e spettacolare. Ancora, prima della storia per un venezuelano.

Una festa che un incendio post-corsa nei box Williams – a conferma che non si trattava di un giorno normale – ha rischiato di rovinare. Ma quella è stata la grande giornata di Pastor, la giornata perfetta.

 

Photo Credit: Morio, F1 Fanatic

Come giudichi l'articolo?
[Totale: 0 Media: 0]

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

dodici − due =