Nico Rosberg: il Leonardo Di Caprio della Formula 1

La biografia del figlio d’arte che ha conteso a Lewis Hamilton il Titolo Mondiale 2014 di Formula Uno.

Con quella faccia da eterno ragazzino e quella somiglianza con Leonardo Di Caprio che un po’ lo hanno spinto un po’ lo hanno frenato nella sua carriera, non si direbbe che Nico Rosberg sia ormai uno dei veterani del grande circus della F.1. Ed invece quello del 2015 è per il ragazzo di Wiesbaden il decimo Campionato del Mondo in una carriera che solo da un paio di anni è “sbocciata” dopo un lungo periodo in “rampa di lancio” che gli aveva appiccicato addosso la scomoda etichetta di eterna promessa.

In più Nico è figlio d’arte, fatto che se da un lato agevola alcuni step di una carriera, specialmente agli inizi, può diventare poi un grosso peso da portare, soprattutto se i risultati non arrivano. E di storie di figli d’arte che non hanno retto a tele peso è piena la F.1. Ma torniamo al nostro “eterno ragazzo”, che nacque il 27 giugno 1985 proprio nella settimana in cui suo padre Kejio, detto “Keke”, vinse il Gran Premio degli Stati Uniti a Detroit, penultima vittoria della sua carriera in F.1.

Istrionico, originale, dallo stile di guida aggressivo e a volte sopra le righe, Keke Rosberg è stato il primo grande finlandese ad approdare ai vertici dell’automobilismo su pista, precursore si una scuola di piloti che da allora non ha smesso di produrre grandi talenti, da Mika Hakkinen e Kimi Raikkonen e, ora Valtteri Bottas. Keke fu Campione del Mondo nel 1982 con Williams, un anno strano in cui il ragazzo nato a Solna, in Svezia, dove suo padre stava studiando all’Università per diventare veterinario, approfittò della sciagurata annata della Ferrari che perse prima Gilles Villeneuve a Zolder e poi Didier Pironi, avviato ad un facile trionfo mondiale, per il gravissimo incidente di Hockenheim. Keke fu bravo e scaltro ad approfittare della situazione e a raggiungere la Corona Mondiale pur vincendo una sola gara in stagione.

Si ritirò nel 1986, quando Nico aveva solo un anno.

Keke Rosberg sulla Williams nel 1984
Keke Rosberg sulla Williams nel 1984

Gli esordi

Quando i suoi genitori si separarono, Nico scelse la nazionalità della madre, ovvero quella tedesca anche perché era la nazione in cui era nato. Ma la famiglia Rosberg viveva nel principato di Monaco e così fu in Francia che il giovane Nico iniziò il suo percorso nel mondo dell’automobilismo sportivo. Già nel 1998 è una sorta di professionista del kart, gareggiando sia in Europa che in America, vivendo poi tutta la trafila delle formule minori europee.

Da notare che nel 2000 divenne vice-campione europeo in Formula A, battuto sul filo di lana da Lewis Hamilton. Una situazione che si riproporrà diversi anni dopo su ben altri palcoscenici. A 17 anni, mentre era pilota BMW, fu chiamato da Williams a provare la propria vettura spinta dal motore tedesco su circuito di Catalunya: Nico divenne così il più giovane pilota ad aver girato, seppur in prova, su una F.1, record superato solo nel 2014 da Max Verstappen.

Fu in Italia che Nico continuò la sua ascesa – non a caso parla un perfetto italiano dalle cadenze molto piacevoli – fra F.3 e GP2, la serie “di espansione” della F.1 di cui conquista il titolo nel 2005, dopo un duello serrato con Heikki Kovalainen.

Dal “grande salto” ad oggi

Un giovanissimo NIco
Un giovanissimo NIco

Nel 2006, il grande salto. Artefice del suo ingresso in F.1 ancora una volta Frank Williams, suo mentore, che non ha mai dimenticato i periodi felici vissuti con le vittorie di suo padre e che aveva subodorato il suo talento, maturato dopo anni costellati anche di sconfitte.

I primi quattro anni alla Williams furono discreti, ma videro Nico galleggiare costantemente a centro gruppo, faticando ad emergere del tutto e piazzando solo qua e là prestazioni ad effetto, come il secondo posto di Singapore nel 2008 ed il settimo posto del Mondiale 2009 frutto di una stagione fatta di una costanza di prestazioni che fino ad allora non aveva conosciuto.

Ma la Williams di allora era una scuderia in crisi tecnica, che stava vivendo le difficoltà sempre maggiori nel seguire la squadra del vecchio Frank e che non aveva ancora maturato il passaggio generazionale nella gestione della figlia Claire. Quando Nico fu così chiamato a “sposare” il progetto Mercedes in un fantastico team all-german con Michael Schumacher, accettò con entusiasmo. Il resto è storia recente: la Mercedes dopo quattro anni di “apprendistato” è entrata prima nel novero dei top-team per trasformarsi poi nella vettura da battere.

Nico ha vinto la sua prima, sospirata corsa a Shanghai nel 2012, ha bissato a Monaco e Silverstone nel 2013 ed ha battagliato fino all’ultima gara con Lewis Hamilton contendendogli il Titolo Mondiale 2014 e confermandosi pilota completo e di grande spessore. Ed anche simpatico, cosa che, di certo, non guasta.

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