Montezemolo lascia la Ferrari, Marchionne al suo posto?

L'ad di Fca assumerebbe l'incarico ma lascerebbe la parte operativa a un uomo di fiducia

L'ad di Fca Sergio Marchionne
L'ad di Fca Sergio Marchionne

Tanto tuonò che piovve. Le strade di Luca di Montezemolo e della Ferrari si dividono dopo 31 anni. Altro che “polverone estivo”, è stato un fracasso rumorosissimo. Dopo le parole di conciliazione pronunciate dal presidente della Ferrari nella giornata di sabato, ci ha pensato l’ad di Fiat Chrlysler, Sergio Marchionne, a chiarire le cose nella giornata di domenica. “Nessuno è indispensabile” ha detto Marchionne aprendo di fatto la strada a un cambio alla guida del Cavallino. E al posto di Montezemolo sembra essere proprio Marchionne la figura scelta per sostituire l’ex presidente della Fiat.

Montezemolo lascia la Ferrari, la buonuscita

Ancora rimane tutto da definire: Montezemolo starebbe trattando una buonuscita faraonica (nell’ordine di 300 milioni di euro) quindi ancora il condizionale è d’obbligo ma la strada sembra ormai segnata. Marchionne, per usare le parole di Briatore, lavora già 22 ore al giorno, quindi è abbastanza improbabile che riesca a gestire il carico di lavoro supplementare dovuto alla presidenza della Ferrari. Lui sarà il responsabile e assumerà l’incarico , ma lascerà la parte operativa nelle mani di una persona di fiducia e di cui si fida ciecamente. Ieri Montezemolo si era sfogato: “Così l’azienda passerà in mani americane”. Il “rischio” (se di rischio si può parlare) c’è, visto che è possibile che Marchionne scelga un nome vicino a Chrysler.

Cosa cambierà nella scuderia?

Cosa cambierà nelle strategie sportive di Ferrari? L’idea di Marchionne è di lasciare il giusto tempo per lavorare a Mattiacci, confermando le scelte e le decisioni operate fin qui dal management (l’allontanamento di Domenicali e Marmorini) per cercare di far crescere in fretta il team. Se però il responsabile del settore corse dovesse fallire anche nel 2015 allora Marchionne sarebbe pronto a fare una vera e propria rivoluzione per cercare di riportare il Cavallino a vincere nel più breve tempo possibile. Magari convincendo anche Alonso a restare oltre il 2015. La nuova Ferrari ha bisogno di cambiamento ma deve pur affidarsi a qualche caposaldo.

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