Milano: nel 2015 pronto il piano anti-esondazioni del Seveso

Entro giugno 2016 dovrebbe concretizzarsi il progetto per far fronte agli allagamenti provocati in zona Isola dal Seveso

Allagamento Seveso
Allagamento Seveso

Dopo le continue esondazioni del fiume Seveso, a Milano, governo, Comune e Regione corrono ai ripari dopo anni d’immobilismo.

Il progetto

Saranno investiti 200 milioni di euro, 110 per contenere le acque in piena e 90 per ripulirle. Questo prevede il nuovo piano che vuole contrastare le gravi esondazioni del Seveso. Verranno costruite cinque vasche di laminazione. Quella di Senago è la più urgente mentre quella che dovrà posizionarsi al Parco Nord di Milano arriverà dopo. Erasmo D’Angelis, responsabile della struttura di missione #italiasicura di Palazzo Chigi, insieme agli assessori Viviana Beccalossi e Pierfrancesco Maran hanno presentato oggi le carte del piano. Obiettivo: ridurre il rischio idraulico e migliorare la qualità delle acque. Un’opera necessaria dal momento che, l’ultima esondazione del 7 luglio di quest’anno, ha causato ben 48 milioni di danni.

Problema esondazione

Il Seveso costituisce un problema ormai da anni per gli abitanti della zona nord di Milano, in particolare nei quartieri di zara e Isola. In media, in un anno, si calcola che l’area si allaghi due o tre volte sempre producendo danni gravi come nell’ultimo allagamento del 7 e 8 luglio 2014. Nonostante ci siano state molte discussioni tra Comune e Regione sul da farsi e nonostante le lamentele dei cittadini, in questi anni non si sono mai fatti interventi riparatori. Ma questa sembra la volta buona.

Piano interventi

I lavori dovrebbero iniziare a giugno 2015 e durare circa un anno. Entro settembre 2016 dovrebbe concludersi l’adeguamento del canale scolmatore nord-ovest mentre poi si dovrebbe passare all’area di Senago.

Finanziamenti

Per la costruzione delle vasche i 110 milione che servono saranno così suddivisi: 10 forniti dal Pirellone e 20 dal Comune. Gli 80 che mancano saranno invece garantiti da un accordo tra Regione e ministero dell’Ambiente e da Roma con lo Sbocca Italia.

 

 

 

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