Scandalo Volkswagen: la Merkel nega

Il ministero dei Trasporti tedesco ha rispedito al mittente le accuse formulate dal giornale Die Welt, ma un'interrogazione parlamentare del luglio scorso inchioda l'Esecutivo teutonico. La Cancelliera sapeva?

Danno d’immagine incalcolabile, crollo del titolo in borsa, 11 milioni di veicoli pronti per essere ritirati dal mercato, probabile class action in arrivo, multe a piovere da parte di molte nazioni, con gli USA in testa, dimissioni del CEO Martin Winterkorn: lo scandalo Volkswagen si sta diffondendo a macchia d’olio e sembra aver coinvolto anche la Cancelliera Angela Merkel.

UNA SECCA SMENTITA – Il ministero dei Trasporti tedesco, tuttavia, ha rispedito al mittente le accuse pubblicate dal giornale Die Welt, affermando, attraverso una nota, che il governo presieduto da Angela Merkel non era assolutamente a conoscenza della tecnologia utilizzata da Volkswagen per frodare i controlli riguardanti le emissioni inquinanti delle proprie automobili. Una dichiarazione che stona, tuttavia, con un’interrogazione parlamentare presentata dai Verdi lo scorso luglio.

L’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DEI VERDI – Il 28 luglio scorso, i Verdi avevano chiesto al Governo tedesco chiarimenti circa la discrepanza, già verificata da alcuni centri di analisi indipendenti, fra la quantità di emissioni nocive rilasciate da alcuni modelli alimentati a diesel della Volkswagen in prova e quella effettivamente riscontrata durante la marcia su strada. In quella stessa occasione, delegati del ministero dei Trasporti dichiararono, in risposta all’interrogazione parlamentare, di essere a conoscenza del problema. Un’ammissione di colpa? No, ha ribadito con forza in queste ore il Governo tedesco che, tuttavia, sembra sempre più invischiato nello scandalo Volkswagen.

AMMISSIONE DI COLPA? – Nel corso dell’interrogazione parlamentare presentata dai Verdi nel luglio scorso, il ministero dei Trasporti teutonico aveva promesso che divergenze così marcate nelle rilevazioni delle emissioni di agenti inquinanti non sarebbero più accadute, e questo “attraverso il miglioramento e la riconfigurazione del processo di misurazione, attraverso la fissazione di livelli di tolleranza molto più bassi e l’utilizzo di condizioni più vicine alla realtà”. Un’altra ammissione di colpa? Ovviamente oggi il ministero dei Trasporti afferma di essere stato frainteso in quell’occasione, ma ormai lo scandalo Volkswagen sta minando anche la solidissima leadership della Merkel.

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