Mercato: a fine 2015 la Ferrari potrebbe valere 10 miliardi

La Ferrari si prepara a entrare in Borsa, contando su una valutazione di almeno 10 miliardi di euro e con l'obiettivo di portare la FCA a produrre un totale di 7 milioni di auto. Un progetto ambizioso, che necessita di molta liquidità e potrebbe portare la casa di Maranello a fare scelte particolari.

La Ferrari prepara l'ingresso alla Borsa di New York

La Ferrari si prepara a entrare in Borsa, contando su una valutazione di almeno 10 miliardi di euro e con l’obiettivo di portare la FCA a produrre un totale di 7 milioni di auto. Un progetto ambizioso, che necessita di molta liquidità e potrebbe portare la casa di Maranello a fare scelte particolari.

INGRESSO IN BORSA – Aria di cambiamenti in casa Ferrari. Il prossimo mese di Ottobre, infatti, l’azienda di Maranello dovrebbe essere quotata alla Borsa di New York, proseguendo un percorso di rafforzamento che continuerà nei prossimi anni. La notizia non è nuova: come anticipato nel 2014, la Fiat Chrysler porterà in Borsa il 10% delle azioni della Ferrari, con un altro 10% nelle mani di Piero Ferrari (che molto probabilmente terrà per sè la quota) e il restante 80% assegnato agli azionisti della FCA.

VALORE ECONOMICO ALTO – Molti si chiedono quanto potrà valere la Ferrari sul mercato azionario. A dare una risposta non sono tanto gli analisti finanziari, quanto piuttosto Sergio Marchionne, amministratore delegato della FCA e della Ferrari, il quale crede che il valore totale si aggirerebbe intorno ai dieci miliardi di euro. Una cifra che non solo potrebbe essere più alta, ma che andrebbe a confluire nelle casse della FCA e a contribuire al piano di sviluppo dei nuovi modelli a livello internazionale. Un piano ambizioso che prevede la produzione di 7 milioni di auto e necessita di ben 48 miliardi di euro per essere portato avanti.

SEDE LEGALE ALL’ESTERO? – A suscitare qualche polemica, tuttavia, è la scelta della sede legale della Ferrari nell’ambito di questo completo riassetto: secondo Bloomberg, infatti, la casa di Maranello potrebbe seguire una strutturazione simile a quella della FCA, con sede operativa in Italia e sede legale nei Paesi Bassi. Di fronte alle proteste dell’opinione pubblica, Marchionne ha assicurato, all’agenzia Radiocor, che la Ferrari continuerà a pagare le tasse in Italia, ovvero nel Paese in cui produce.

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