Milano, in vent’anni 200mila auto circolanti in meno

Ad influire le politiche di potenziamento dei mezzi pubblici e l’istituzione del car e bike sharing, oltre alla crisi economica in atto da anni

L'Area C a Milano
L'Area C a Milano

In vent’anni la città di Milano ha ridotto il parco auto circolante di 200mila unità. Dalle 922.040 vetture del 1990 alle 701.301 di oggi. La colpa è dovuta un po’ alla crisi economica e un po’ alle politiche di decongestionamento del traffico cittadino decise negli ultimi anni tra cui l’istituzione dell’Area C, il potenziamento dei mezzi pubblici e l’introduzione dei meccanismi di car e bike sharing. Non si può non considerare però che, negli ultimi 10 anni, i veicoli sono diminuiti di 38mila unità in città a fronte di un aumento dei residenti pari a 25mila persone in più (per un totale di 1 milione e 324mila abitanti nel capoluogo lombardo). Un calo quindi strutturale e destinato ad aumentare anche nei prossimi anni.

Meno forte il calo fuori città

Secondo un’analisi di Legambiente, rinunciando all’acquisto di un’auto nuova si può risparmiare fino a 5mila euro all’anno, soprattutto per chi vive in centro rispetto alla periferia, se non fuori città. Il calo delle immatricolazioni riguarda in maniera minore coloro che vivono nei dintorni della città meneghina. Un altro segnale che le iniziative del Comune di Milano per cercare di far abbandonare l’abitudine di prendere l’auto ai milanesi stanno funzionando. Mentre ancora i collegamenti con i paesi che circondano Milano, da cui si muovono migliaia di persone ogni giorno per recarsi a lavoro nel capoluogo lombardo, non sono ancora così efficienti da convincerli a lasciare la macchina a casa.

In aumento le auto ecologiche

In controtendenza rispetto al calo delle immatricolazioni, il dato relativo alle vetture ecologiche: con i dati aggiornati a settembre, nel 2014 è già stato battuto il record di vetture ibride, elettriche o bi-fuel segnato in tutto il 2013. Un dato modesto (1131 auto), però in costante crescita e che va ulteriormente a dare peso all’ipotesi che anche l’istituzione dell’Area C abbia influito (e non poco) su questa statistica.

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