Fiat non esiste più, completata la fusione con Chrlysler in Fca

Dopo 10 mesi l’unione in Fca diventa operativa. L’azienda lascia l’Italia dopo 115 anni e fa il salto finale verso la dimensione globale del gruppo

Al Lingotto sventola la bandiera Fca
Al Lingotto sventola la bandiera Fca

Dopo 115 anni Fiat non esiste più. Da oggi la fusione con Chrlysler diventa operativa a tutti gli effetti per cui Fabbrica Italiana Automobili Torino viene sostituita da Fca, Fiat Chrlysler Automobilies. Una multinazionale dell’automobile, con l’obiettivo di scalare la classifica dei maggiori costruttori di auto e puntare ai 7 milioni di auto vendute all’anno. La sede fiscale sarà a Londra, quella legale in Olanda e il listino di riferimento da oggi è Wall Street, non più Piazza Affari, sebbene rimanga una quotazione anche a Milano. Una rivoluzione che non cancella la storia italiana di Fiat ma di fatto la scorpora dall’identità nazionale e la pone su un piano internazionale: di fatto Fiat ha compiuto il salto di qualità che non riescono a fare moltissime aziende italiane, pur avendo perso un pizzico di italianità.

Il piano per il futuro di Fca

Dopo 10 mesi dall’annuncio ufficiale della fusione, oggi finalmente diventa operativa la nuova società. Il presidente rimarrà John Elkann, così come l’amministratore delegato sarà Sergio Marchionne, che assumerà da domani anche la presidenza della Ferrari al posto di Luca Cordero di Montezemolo. Adesso viene il momento di rilanciare sul fronte delle vendite e dei nuovi modelli. Dopo aver presentato il piano di recupero di Alfa Romeo, ora bisogna pensare a rinnovare i modelli degli altri marchi. Le vendite in Europa, e soprattutto in Italia, stanno risentendo, oltre che del calo generale dovuto alla crisi economica, anche di un mancato rinnovamento, dovuto senz’altro anche alle pratiche da sbrigare per fondere due multinazionali come Fiat e Chrlysler.

La vittoria di Sergio Marchionne

Questo passaggio segna la vittoria finale di Sergio Marchionne, capace di prendere la Fiat da una situazione disastrosa e renderla un’azienda globale. Il manager italo-canadese ha già annunciato che il suo lavoro terminerà nel 2018, alla fine del piano quinquennale presentato lo scorso maggio.

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