Dieselgate: chi beneficerà dello scandalo che ha travolto Volkswagen?

Alcuni analisti ritengono che saranno le vetture ibride di Toyota le principali beneficiarie di questa situazione. Altri sono certi che gli europei continueranno a prediligere le auto alimentate a gasolio, ma non certo quelle prodotte a Wolfsburg.

Lo scorso luglio il mondo delle quattro ruote celebrava il sorpasso operato da Volkswagen ai danni di Toyota nella classifica dei produttori di automobili. Calici in alto a Wolfsburg per il primato a livello mondiale: 5.040.000 di unità immatricolate per il gruppo tedesco nel primo semestre del 2015, “solo” 5.002.000 per quello nipponico. Lo scandalo Dieselgate, però, potrebbe modificare completamente questo scenario.

UNA SCANDALO IMMANE – Allo stato dell’arte Volkswagen, in Italia e nel resto del mondo, ha detto ai gestori delle proprie concessionarie di non vendere modelli equipaggiati con motori diesel Euro 5, i propulsori incriminati, ma anche di sospendere le immatricolazione di quelli già acquistati. Inevitabile un rallentamento delle vendite. Vendite che risentiranno anche dello scandalo Volkswagen nel suo complesso, caratterizzato dalla frode ai test di rilevazione delle emissioni inquinanti, dalle dimissioni multimilionarie del CEO Winterkorn, dai dubbi sul Governo tedesco (che a quanto pare era a conoscenza del problema), dal ritiro di ben 11 milioni di esemplari (tra le quali almeno 100 Seat Leon di Polizia e Carabinieri) e da class action miliardarie pronte per essere presentate a Wolfsburg. L’immagine di VW è colata a picco, così come le azioni del gruppo (del quale fanno parte anche Audi, Skoda e Seat).

IL DOMINIO DEL GASOLIO – Chi trarrà beneficio dal Dieselgate? Alcuni analisti ritengono che questo scandalo avvantaggerà Toyota che, non a caso, ha già implementato la campagna promozionale per i propri modelli ibridi, specie in Europa, dove le vendite di questo genere di vetture sono in crescita, ma restano pur sempre contenute. Altri esperti del settore automotive sono più scettici su questa ipotesi. Dati alla mano, oggi le auto ibride rappresentano solo una fetta marginale del mercato. Nei primi otto mesi del 2015, in Italia, sono state immatricolate: 592.738 auto alimentate a gasolio; 329.230 a benzina; oltre 130 mila a gas (metano o GPL); 16.058 ibride e circa 1.100 elettriche. La spartizione del mercato italiano dell’auto rispecchia quella dei principali Paesi europei. Le auto ibride, tecnologia nella quale Toyota domina, sicuramente guadagneranno nuovi estimatori, ma è da escluderne una crescita tale, almeno nell’immediato, da impensierire il predominio del gasolio. I maggiori benefici dal Dieselgate andranno ad altri brand motoristici che equipaggiano le proprie vetture con motori diesel. Fiat, ad esempio.

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