Lancia Delta: cinque cose che forse non sai

Hai mai visto una Delta cabrio? Ne esistono solo tre al mondo. E lo sapevi che lo sviluppo della seconda serie è costato oltre 700miliardi di Lire?

Lancia Delta usata
La Delta HF Integrale Evoluzione 16V “Club Italia” fu realizzata, nel 1992, in soli 15 esemplari. Lo speciale allestimento fu un omaggio di Lancia a quest’organizzazione che raduna cultori dell’automobilismo tricolore.

Seguendo le parole di Sergio Marchionne, il destino del brand Lancia pare segnato. L’operazione di rebranding di alcuni modelli Chrysler (300 e Voyager) non ha avuto il successo sperato. In un futuro non così lontano, in listino resterà solo la Lancia Ypsilon, capace di far registrare buone prestazioni commerciali in Italia e all’estero. Totalmente incerto, invece, il destino della terza serie della Lancia Delta. Il modello inizia a sentire il peso degli anni e, nonostante il facelift apportato dal Model Year 2014, le vendite non sono state giudicate del tutto soddisfacenti da FCA.

Cinque curiosità sulla Lancia Delta

La Lancia Delta, tuttavia, è un’auto iconica, un pezzo pregiato della storia motoristica italiana, soprattutto per quanto concerne la prima serie. E sono tante le curiosità legate alle tre generazioni di questo modello. Ve ne proponiamo cinque.

  1. La Delta HF Integrale Evoluzione 16V “Club Italia” fu realizzata, nel 1992, in soli 15 esemplari. Lo speciale allestimento fu un omaggio di Lancia a quest’organizzazione che raduna cultori dell’automobilismo tricolore. Si tratta di un’associazione esclusiva che per statuto può contare al massimo 60 soci. Spiccano nell’elenco degli iscritti Luca Cordero di Montezemolo e Paolo Cantarella.
  2. La seconda generazione della Lancia Delta entrò in produzione nel 1993. Si trattò di uno dei progetti più onerosi tra tutti quelli promossi da una casa automobilistica europea: 700 miliardi di lire. Una cifra astronomica. All’epoca, tuttavia, il Gruppo Fiat non si coordinava bene come oggi e nello stesso periodo lanciò tante “rivali” della stessa Lancia Delta: Alfa Romeo 145 e 146, la Bravo e la Brava. Le vendite della seconda serie della vettura, anche a causa di questo “scontro familiare”, furono scarse.
  3. Nel 1978 il nome in codice della Lancia Delta era Y5. Quando nel 1984 l’Autobianchi stava progettando la Y10 (uscita l’anno dopo), la stampa specialistica pensò che dalla catena di montaggio sarebbe uscita una vettura dello stesso segmento della Delta, non certo una city car.
  4. La Saab 600 era, in pratica, una Lancia Delta con motore 1.500 cc venduta, tra il 1980 e il 1982, in Novergia e in Svezia. Era uguale in tutto e per tutto alla versione “italiana”, salvo il logo sul cofano.
  5. La Delta più rara è probabilmente la Selene, una cabrio ideata dalla carrozzeria torinese Baronti. Alla presentazione riscosse un ottimo successo, ma non fu prodotta mai in serie. Dall’officina ne uscirono solo tre esemplari, di cui uno solo risulta, ad oggi, regolarmente immatricolato.

Una sesta curiosità sulla Lancia Delta

La terza serie della vettura deriva dalla concept car Granturismo Stilnovo. Il “look and feel” di questo esercizio di stile avrebbe dovuto caratterizzare tutti i modelli Lancia prodotti in questo decennio. Il family feeling, tuttavia, è stato utilizzato solo per l’attuale Delta e, in piccolissima parte, per la Ypsilon.

Un’altra cosa che forse non sai sulla Lancia Delta

Due anni fa un modellino radiocomandato della Lancia Delta portava la piazzola per i calci ai giocatori della squadra di rugby dello Stade Francais Paris, dove giocava, e gioca tuttora, anche il capitano della nazionale italiana, Sergio Parisse.

 

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