Fernando Alonso: una carriera di successi dagli esordi all’addio alla Ferrari

Un Campione che la Spagna attendeva da tempo e dal talento cristallino: Fernando Alonso è uno di migliori piloti del mondo. Ma l’avventura con la Honda resta un’incognita.

Le difficoltà incontrate nel suo ultimo anno in Ferrari e l’addio un po’ polemico e non esattamente indolore con la Scuderia di Maranello, nonché le difficoltà oggettive incontrate nell’avvio del nuovo e coraggioso progetto McLaren-Honda culminate nel “misterioso” incidente di Valencia, hanno forse contribuito a far scendere, nel borsino della Formula Uno, le azioni di Fernando Alonso.

Ma, a dispetto della situazione di questi tempi, non va dimenticato che l’asturiano per talento puro, capacità di trarre il massimo dalla macchina e sagacia tattica, rimane nello stretto novero dei migliori piloti del mondo, uno dei più grandi di ogni tempo e sicuramente il migliore spagnolo dalla nascita del concetto di automobile.

Se forse manca qualcosa a Fernando è la capacità di “fare squadra” e di volgere difficoltà e problemi a suo favore nei momenti in cui le circostanze non sono del tutto favorevoli, una situazione che si è verificata non solo nel suo ultimo periodo ferrarista ma anche nella “famigerata” stagione 2007 in McLaren.

Ma tant’è: Alonso rimane un grandissimo pilota, capace di grandi exploit ed esploso giovanissimo come un vero e proprio crack del circus.

Dagli esordi ai trionfi in Renault

Fernando Alonso, Nurburgring 2005Strano destino quello della Spagna, una nazione dalla tradizione motoristica vasta e radicata nel tempo in grado di produrre una impressionante serie di campioni in campo motociclistico e che non è mai riuscita a fare altrettanto nelle quattro ruote.

Poi, finalmente, a colmare questo vuoto ci ha pensato Fernando Alonso, straordinario talento nato ad Oviedo nel 1981 dall’astuzia proverbiale e dal coraggio leonino. Avviato giovanissimo – a 7 anni – nel karting dal padre, dopo una lunga serie di successi, Fernando debuttò in F.3000 a 19 anni, vincendo la gara di Spa.

Tanto bastò perché Flavio Briatore gli facesse firmare un contratto per entrare nella sua scuderia di piloti. Briatore gli riservò una stagione di apprendistato alla Minardi e un’altra da collaudatore, fino al passaggio da titolare nel 2003 quando la Benetton era già diventata Renault.

Fu subito molto competitivo: regalò alla casa francese la prima vittoria dal lontano 1983 sul tortuoso circuito di Budapest, occasione nella quale divenne anche il più giovane vincitore di sempre di un Gran Premio, battendo il precedente record, vecchio di 43 anni, di Bruce McLaren. Nel 2005 la Renault azzeccò la vettura vincente, favorita anche dalla negativa stagione della Ferrari che aveva dominato gli anni precedenti: arrivò un sorprendente ma autorevole Titolo Mondiale conquistato grazie ad una strepitosa sequenza di tredici podi e sette vittorie in 19 gare.

GP SPAGNA F1/2011

McLaren, Renault ed ancora Ferrari

Ancora più esaltante la cavalcata del 2006, anche perché l’avversario questa volta era un determinatissimo Michael Schumacher, alla propria ultima stagione in pista con Maranello.

Sentendo forse che la Renault stava un po’ abbassando la guardia – verso la fine della stagione cominciarono a circolare indiscrezioni sul possibile disimpegno della casa francese, appagata dagli ultimi risultati – Fernando annunciò a sorpresa il suo passaggio alla McLaren per il 2007. In pochi, McLaren compresa, avrebbero però scommesso sull’esplosione del suo esordiente compagno di squadra Lewis Hamilton: i rapporti con l’inglese si deteriorarono rapidamente e Fernando, nonostante o forse proprio a causa di un Mondiale perso di un punto a favore di Kimi Raikkonen da lui imputato allo scarso sostegno della scuderia, decise un clamoroso ritorno alla Renault per la stagione successiva.

Dopo due anni discreti ma nulla più, ecco per Fernando la nuova, grande occasione: l’ingaggio alla corte di Maranello per il 2010 in una Ferrari alla caccia di un grande pilota che non era più riuscito ad avere dopo Michael Schumacher e dopo il grande ma isolato exploit di Kimi Raikkonen del 2007.

Come sia andata l’esperienza alla Rossa di Fernando è storia recente: il suo talento, capace da solo di trascinare una Scuderia in difficoltà tecnica a purtroppo isolate vittorie, si conferma e si rafforza, ma i risultati in progressivo calo e, soprattutto il continuo deterioramento dei rapporti con i vertici della Ferrari soprattutto in seguito all’uscita di scena di Stefano Domenicali e Luca Cordero di Montezemolo, lo hanno portato al noto divorzio. Se Fernando ha ancora qualcosa da dire alla Formula Uno lo dirà il suo coraggioso matrimonio con la rediviva Honda. Un’avventura della quale solo il futuro ci consegnerà il risultato.

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