Salone di Ginevra: la storia nelle più importanti presentazioni

Tanti i modelli inaugurati in Svizzera, dagli Anni Cinquanta a oggi.

Era un’altra vita. Nel 1905 il Salone di Ginevra apriva i battenti per la prima volta. Un appuntamento che diverrà irrinunciabile con grandi presentazioni.

Di casa la Fiat

Il 1937 vide l’inaugurazione della Fiat 500 Topolino. Pur utilitaria, poteva ospitare quattro persone e aveva un propulsore bicilindrico da 500 cc di cilindrata raffreddato ad aria, con trazione anteriore. Diciotto anni dopo la Fiat 600. Quattro posti, sfoderava un motore posteriore da 633 cc e 21,5 CV (15,8 kW) a 4.600 giri al minuto.

Prime firme

Via ai rigogliosi Anni Sessanta. Spettacolare sportiva la Jaguar E-Type (1961), che passerà alla storia per una linea unica e un generoso 3.8 litri sei cilindri, ben presto portato a 4.2 litri di 270 cavalli. Ne erogava 150 la Mercedes Pagoda (1963), scoperta di poco più di 4.25 m che raggiungeva i 200 km/h. Venne dunque il giorno della Ferrari Dino 206 GT (1965). Alla memoria di Alfredo Ferrari, figlio di Enzo, montava un 2.000 cc con 3 carburatori Weber doppio corpo. Potenza massima di 180 cavalli ad 8000 giri al minuto. L’edizione 1966 potè contare su Alfa Romeo Duetto e Lamborghini Miura.

Salone di Ginevra, esemplari per ogni segmento

Come altre sue predecessori, la Maserati Bora (1971) predisponeva di motore centrale. Adottato un V8 bialbero da 310 CV a 6000 giri al minuto. Il cambio era un 5 marce della ZF. Seguì la Lamborghini Countach (1973), con motore 3.929 cc Miura dalla potenza massima di 375 – 385 cavalli a 8.000 giri al minuto. 1980, altra annata fortunata. Dalla neonata Italdesign la Fiat Panda. In concomitanza l’Audi Quattro, a trazione integrale permanente con tre differenziali. Designata per la città, l’Autobianchi Y10 (1985) si differenzava specialmente nella coda tronca.

Ferrari-McLaren, sfida infinita

Se la Ferrari F355 (1994) primeggiava nelle prestazioni – 380 cavalli a 8250 giri/min – nei primi Anni Duemila l’Audi A5 coupé (2007) rappresentava lo stile italiano, disegnata da Walter de Silva. Quattro anni più tardi fu mostrata la Ferrari FF, prima “Rossa” a trazione integrale. Provvista del sistema HY-KERS, LaFerrari (2013) era da Formula 1. Risposta britannica in quella stessa kermesse la McLaren P1. 916 cavalli complessivi, faceva “follie” in pista: velocità massima di oltre 350 km/h limitati elettronicamente, accelerazione da 0 a 100 km/h in 2,8 secondi.

 

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