Susie Wolff: quando la F1 è donna

La 31enne pilota britannica ha fatto il suo esordio in F1 a Silverstone a 22 anni di distanza dall’ultima donna, Giovanna Amati

Susie Wolff
Susie Wolff

Il gp di Gran Bretagna dovrebbe essere ricordato non per la gara ma per le prove libere del venerdì. Se domenica la Mercedes ha battagliato contro sè stessa per il dominio della gara (poi vinta da Hamilton dopo il ritiro di Rosberg), venerdì ha brillato una nuova stella nella F1 moderna: quella di Susie Wolff, la prima donna dopo 22 anni al volante di una monoposto di Formula Uno.

L’ultima era stata Giovanna Amati che guidò una Brabham nel 1992. Ora è toccato a Susie, 31enne britannica, guidare una Williams nella prima sessione di prove libere sul circuito di casa di Silverstone. Un debutto durato 20 minuti e poi interrotto a causa di un problema con la pressione dell’olio, ma comunque di portata storica, che potrebbe riaprire il paddock a più presenze femminili.

Il caso di Maria De Villota, pilota spagnola che aveva perso un occhio durante i test estivi a MontMelò nel 2012 con la Lotus, poi trovata morta lo scorso anno per un malore, sembrava avesse chiuso definitivamente la porta a questa possibilità. Susie Wolff ha sconfitto queste voci e i pettegolezzi che la volevano collaboratrice della Williams soltanto perché moglie di Toto Wolff, amministratore delegato della squadra Mercedes.

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