Regione Liguria bollo auto: servizi e proposte

Le opportunità di pagamento e la proposta sulle auto storiche

calcolo bollo auto dalla targa

Per ogni possessore di auto o moto, insieme all’assicurazione, l’altra spesa fissa che ogni anno va a sommarsi è quella per la tassa automobilistica, il cosiddetto bollo auto (in passato era anche chiamata tassa di circolazione). Si tratta di un tributo dovuto alla Regione di appartenenza, al quale sono vincolate tutte le auto e moto immatricolate in Italia.

COME FUNZIONA IN LIGURIA – Ma quali sono le modalità di pagamento? Analizziamo a titolo di esempio il caso della Regione Liguria. Innanzitutto, dove andare a versarlo? Come per tutte le altre regioni, è prevista la possibilità di effettuare il pagamento presso gli uffici ACI, le Poste, le agenzie che si occupano di pratiche automobilistiche e le tabaccherie. La Regione Liguria, in aggiunta a tutto ciò, offre l’opportunità di pagare il bollo auto tramite un servizio online, che si trova all’interno del sito della regione. Tale servizio (che, al contrario dei precedenti, non è presente in tutte le regioni) è attivo ogni giorno e tutto il giorno, ad eccezione di una finestra scoperta fra le 23 e le 0.30, e si aggiunge a quelli che consentono il calcolo del bollo, il suo eventuale rimborso e la verifica dei pagamenti precedenti. In questo caso, il versamento può essere effettuato, dopo la compilazione di una scheda dove verranno indicati i dati del veicolo e il codice fiscale del suo proprietario, attraverso carta di credito. Un’interessante proposta sperimentale è quella di richiedere un avviso e-mail di prossimità della data di scadenza del bollo auto, al fine di evitare l’aggiunta di sanzioni dovute a ritardi.

IL CASO DELLE AUTO STORICHE – Le auto di interesse storico, in tutte le regioni, hanno avuto, fino all’introduzione della Legge di Stabilità, l’esenzione dal bollo auto o una riduzione dell’importo dovuto. Questa legge invece decreta l’abolizione di tali privilegi per quanto riguarda le auto tra i 20 e i 29 anni d’età. La Regione Liguria, seguita da altre, ha intrapreso una campagna volta ad ottenere la revoca del provvedimento da parte del Governo centrale, sostenendo che la decisione spetti ai consigli regionali, in quanto il tributo viene versato nelle loro casse. Al momento, tuttavia, da parte di Roma nulla è cambiato: il braccio di ferro continua.

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