Portapacchi auto universale: come si montano e quanto costano

Intuitivi nell'utilizzo, differenti sono i campioni in circolazione

Marzo è cominciato e fra qualche giorno partirà pure la primavera, stagione delle rinascite con bel tempo che incoraggia gli italiani a partire in vacanza, magari sulla propria automobile. Lo spazio non basta? Nessun problema. Basta affidarsi al portapacchi universale, semplice nel montaggio e piuttosto vario nei prezzi.

OPPORTUNI CONSIGLI – Importante conoscere innanzitutto che questa soluzione è composta da elementi trasversali alla vettura, collocabili direttamente sul tetto (esistono modelli appositi) o attraverso l’aggancio sui mancorrenti, laddove il mezzo ne disponga. Altrettanto rilevante prendere nota se le barre vanno allestite in punti specifici, compatibilmente alla grandezza dei pacchi da trasportare. Decisa la posizione il fissaggio avviene grazie a delle morse gommate, strette tramite viti fornite nell’apposito kit. Completata l’operazione occorre coprire il tutto con la mascherina antiladro, in altre parole uno sportellino dotato di serratura utile nell’impedire a eventuali malintenzionati di smontare il tutto.

NECESSARI ACCORGIMENTI – Step successivo la disposizione dei carichi. Considerato come i tettucci supportino solitamente un massimale di 75 chili, e le barre siano collaudate generalmente fino a 60, i bagagli devono essere sistemati in modo simmetrico prestata dovuta attenzione ad altezza e peso. Entrambi i parametri possono infatti gravare sul comportamento dinamico del veicolo, rispettivamente per questioni aerodinamiche e di assetto. Le valigie più ingombranti occorre pertanto lasciarle al centro e così via, in modo da ridurne la relativa altezza man mano che ci si avvicina ai montanti.

QUANTO COSTA – La resa sarà eccellente e permetterà ai guidatori di solcare le strade senza preoccupazioni. Rispetto all’acquisto sono disponibili valide opzioni a prezzi che rientrano solitamente fra i 30 e 70 euro. Nei confronti di tutti coloro interessati a comprarne uno dedicato, le case produttrici potrebbero comunque arrivare a chiedere oltre 100 euro.

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