Pneumatici auto: in arrivo la carta d’identità, contro il mercato illegale

Il protocollo d'intesa prova ad arginare le vendite in nero al dettaglio

Comprare pneumatici auto nuovi costituisce una spesa non indifferente. Attratti dalla possibilità di fare affari, possiamo acquistare senza accorgercene gomme abbandonate non rintracciabili.

FONTE DI GUAI

Pratica fatta di evasione fiscale e concorrenza sleale contro cui è stato firmato un protocollo d’intesa. Tra i suoi sottoscrittori Ecopneus, Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici, Confartigianato Imprese, Federpneus e Legambiente. Obiettivo finale la creazione di una vera e propria “carta d’identità del pneumatico”. “Oggi il flusso illegale degli pneumatici che arrivano in Italia senza regole – osserva il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti – alimenta un vero e proprio mercato nero che fa danni all’ambiente e all’economia, diventando allo stesso tempo una fonte di arricchimento per la criminalità. La risposta a questo fenomeno arriva dal lavoro di magistrati e forze dell’ordine, ma anche da una presa di coscienza collettiva del problema. Questo protocollo ha il merito di creare un’alleanza civile che dice una cosa molto chiara: il futuro è l’economia circolare, il riciclo è innanzitutto affermazione della legalità.

INGANNO AL FISCO

Circa 2-3 i milioni di pneumatici singoli non coperti dal contributo ambientale associato alla vendita regolare con documento fiscale. Impedito così il loro riciclo e la trasformazione in nuovi materiali o in energia. Stimata un’evasione fiscale pari 80 milioni di euro. Da aggiungere i costi delle bonifiche necessarie per ripulire il territorio dagli abbandoni illegali. Inevitabile trovare una contromossa. Giovanni Corbetta, Direttore Generale Ecopneus ha dichiarato: “La normativa può aiutare molto a circoscrivere il problema; il nostro compito è anche quello di aiutare il Ministero dell’Ambiente a individuare le soluzioni più adatte a poter garantire – insieme agli altri consorzi – la completa eliminazione di qualsiasi PFU”. Scopo dell’accordo affrontare in modo organico e strutturale il fenomeno. Messi a punto metodi di monitoraggio e forme di collaborazione con le autorità di controllo. Sistemi di “whistle blowing” preposti a ridurre le attività illecite.

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