La truffa del buon padre di famiglia: attenti a non farvi rubare l’auto

Come avviene l'inganno

Il tempo passa, ma alcune “mode” – se vogliamo chiamarle come tali – non passano mai, nemmeno gli escamotage per derubare gli automobilisti. La truffa del buon padre di famiglia è una delle più recenti, in via di diffusione per la sua straordinaria efficacia. Onde divenirne vittima meglio conoscere di cosa si tratta, dato che il delinquente di turno adotta soluzioni volte a far abbassare la guardia del guidatore.

PIANO PARTICOLARMENTE ELABORATO – Il trucco prevede lo sfruttamento della presenza in auto di un bambino, utile sostanzialmente a creare la fiducia della vittima, leggermente tamponata per poi, attraverso una repentina accelerazione raggiungerlo e farlo accostare. Come già detto sulla macchina del malvivente vi è pure un piccolino, solitamente collocato sui sedili passeggeri, una mossa subdola, e non potrebbe essere altrimenti, che potrebbe avere effetto rassicurante. Il simpatico passeggero sembra ideale a far credere all’obiettivo del raggiro che non vi sono pericoli, ma proprio qui avviene l’errore. Chiesto infatti di scendere dal mezzo con toni discretamente tranquilli per discuterne ecco le minacce fisiche. Frequentemente utilizzati coltelli o pistole, viene compiuto il furto. La tecnica criminale arriva dalla Campania e ha avuto purtroppo modo di diffondersi.

RESTARE SEMPRE IN ALLERTA – Facile venirne colpiti, pure in altre zone come aree di sosta, oppure con la vettura dei rapinatori che arriva subito dopo. Aiutati dagli attimi di agitazione e confusione dell’ignara vittima, in vie secondarie così da passare piuttosto inosservati, viene rubata l’auto, un raggiro che per essere contenuto richiede un buon passaparola. Contro tali ingegnosi “artisti” del furto è piuttosto facile cadere nella trappola, ma rimanendo in guardia si riesce comunque a scamparla.

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