certificato di proprietà
A partire da lunedì prossimo, 5 ottobre, il certificato di proprietà diventerà digitale.

Da lunedì prossimo, 5 ottobre, entrerà in servizio il foglio di proprietà digitale. A comunicarlo è l’ACI. In attesa del documento unico di circolazione, che di fatto abolirà lo stesso CDP (certificato di proprietà) e il PRA (Pubblico Registro Automobilistico), un altro passo verso una completa digitalizzazione della burocrazia automobilistica.

DALLA CARTA A UN CODICE IDENTIFICATIVO – Il foglio di proprietà digitale sarà attivo a partire da lunedì prossimo per tutte le nuove auto immatricolate. Questo processo di digitalizzazione promosso da ACI vale per qualsiasi documento che attesti il possesso di un veicolo: non solo autovetture, quindi, ma anche moto, scooter e rimorchi. Ogni informazione sull’auto sarà disponibili digitato, sul portale dell’Automobile Club d’Italia, un codice di accesso personalizzato. Stando a una nota diffusa dall’ACI, grazie al foglio di proprietà digitale “non ci sarà più il rischio smarrimento, furto o deterioramento” di questo documento. Ogni anno, si legge nel comunicato, vengono smarriti oltre 300.000 CDP, senza contare il risparmio di carta: attualmente la documentazione cartacea riguardante il certificato di proprietà è composta da 30 milioni di fogli cartacei, equivalenti a 9.000 km di carta. Mettendoli uno accanato all’altro, si copre la distanza che separa Roma da Rio de Janeiro. La digitalizzazione del CDP, inoltre, dovrebbe portare a un risparmio di 190 milioni di euro, ma forse nessuno beneficerà di questa razionalizzazione dei costi.

UN’OPERAZIONE INUTILE? – Era proprio necessaria l’introduzione del foglio di proprietà digitale a pochi mesi dall’attivazione del documento unico di circolazione e dalla fondazione dell’Agenzia per il trasporto stradale? Il primo dovrebbe essere introdotto a partire dal 1° gennaio, mentre la seconda dovrebbe aprire i battenti a luglio. In realtà la situazione è complessa. Il primo pacchetto di decreti attutivi della cosiddetta riforma Madia, tra cui c’è anche il libretto unico (che di fatto abolirebbe il certificato di proprietà), non è ancora stato portato all’attenzione del Consiglio dei Ministri. Cancellando il PRA, inoltre, perderebbero il posto 2.400 impiegati dell’ACI. Ancora irrisolta, inoltre, la questione dei bolli: oggi sono due, uno per il CDP, l’altro per il libretto di circolazione. L’ipotesi più accreditata è che per il documento unico di circolazione sarà applicato una tassazione doppia. L’Esecutivo, però, ha fretta. Il sottosegretario alla Pubblica Amministrazione, Angelo Rughetti, ha fatto sapere che: “entro fine anno arriverà il decreto” e “da gennaio il certificato di proprietà non avrà più valore giuridico“. Il foglio di proprietà digitale, quindi, potrebbe avere vita breve, dimostrandosi l’ennesimo enorme spreco di risorse pubbliche.

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