esame patente B

Superare l’esame per la patente B è indipensabile per poter guidare un’auto, anche se negli ultimi tempi la prova è diventata più scrupolosa.

Esame patente B: in cosa consiste

A partire dal 2013 sono state introdotte alcune modifiche in merito al percorso da affrontare per superare l’esame di teoria e di pratica, oltre che per ottenere il foglio rosa. Dal 19 gennaio di quell’anno sono entrate infatti in vigore alcune regole stabilite dall’Unione Europea e dal Codice della Strada. Le prime modifiche hanno riguardato l’esame pratico. Da qualche mese altri cambiamenti hanno invece coinvolto quello di teoria.

I quiz presenti nell’esame di teoria

Uno degli scogli più temuti da chi deve affrontare l’esame per la patente B è certamente la teoria. Rispetto al passato le modifiche sono sia a livello qualitativo sia qualitativo. Sono stati infatti aggiunti circa 800 quesiti, mentre altre domande “storiche” sono state cambiate almeno in parte. Una scelta fatta per evitare fraintendimenti o discussioni in caso di bocciatura.

Le domande a cui rispondere restano sempre quaranta, per ognuna delle quali si deve scegliere tra “Vero” o “Falso”. Ogni scheda sottoposta all’allievo contiene quesiti di vario genere per verificare una conoscenza varia da parte dell’esaminando. Per considerare la prova superata è necessario non commettere più di quattro errori.

Per evitare di sbagliare è importante leggere con attenzione e quesiti. Non devono infatti essere considerati sinonimi termini come corsia e carreggiata, pronto soccorso e pronto intervento, attraversamento pedonale (o ciclabile) e passaggio pedonale (o ciclabile), obbligo di dare precedenza e obbligo di fermarsi e dare precedenza.

L’esame di guida: quali sono i requisiti richiesti

Ulteriori cambiamenti hanno riguardato ovviamente anche la pratica, l’ultimo scoglio da affrontare per ottenere la patente B. Ormai da qualche mese, infatti, il test punta a capire se l’esaminando sa svolgere tre azioni differenti: capacità di prepararsi a una guida sicura, di effettuare manovre e comportamento nel traffico.

Il primo aspetto punta a verificare se il conducente si sente sicuro quando si mette al volante. Dovranno quindi essere compiute azioni come regolazione degli specchietti e della posizione di guida e utilizzo delle cinture di sicurezza. Non è esclusa la necessità di rispondere a domande inerenti a controllo delle luci, dei fari, dello sterzo e delle condizioni dei pneumatici.

Il candidato dovrà inoltre dimostrare di saper svolgere in modo agevole le manovre con la vettura. Ne sono un esempio inversioni, parcheggi, partenza in salita e retromarcia. In passato la guida su strada precedeva le manovre.

Il test termina in modo positivo se l’esaminato dimostra di saper guidare correttamente nelle strade cittadine e, se possibile, su superstrade e autostrade. L’esaminando dovrà quindi riuscire a effettuare correttamente i sorpassi e scegliere correttamente la corsia da percorrere.

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