Batteria auto ibrida: tipologie, ricarica, differenze con le elettriche

In marcia si ricaricano grazie alla tecnologia Hybrid Synergy Drive

Abituarsi alle auto a zero emissioni ha avuto qualche complicazioni di troppo. Al giorno d’oggi diversi guidatori dimostrano un certo interesse nei loro confronti. Un’ottima ragione per interessarci della batteria auto ibrida.

Batterie “green”: chi ne ha più ne metta

Le batterie sui veicoli “green” prevedono tre tecnologie: nickel-metl-idrato (NiMH); litio (Li); piombo-gel (PbGel/Silicon). Le prime erano in voga sulle ibride di vecchia generazione, come alimentazione ‘aggiuntiva’ al motore termico a benzina. All’automobile conferiscono 3-4 chilometri in autonomia, ed infatti col passare degli anni hanno lasciato il passo a quelle al litio. Versioni affidabili di queste ultime, le più moderne, sono quelle a ioni di litio (Li-Ion), a litio-ferro-fosfato (LiFePO₄) e a litio-ferro-ittrio-fosfato (LiFeYPO₄). Preferite le LiFePO, che perdono, ogni anno, appena il 5% della capacità di carica.

E per i modelli datati?

Le batterie al piombo o al silicone (chiamate così perché contengono gel di silicio) stanno per essere, a loro volta, sostituite da quelle al litio, molto più leggere. La tecnologia delle batterie al piombo è la più antica. Ma è stata, recentemente, innovata con la ‘piombo-gel’, per maggiore brillantezza nelle prestazioni. Se un po’ “vecchiotte”, necessitano di periodiche aggiunte di acqua o acido, e hanno una vita media di 3-400 cicli di scarica completi, ciascuno equivalente a 70 km di autonomia, le batterie al piombo (che per un’auto elettrica  costano circa 400-500 euro) durano una ventina di chilometri circa.

Batteria auto ibrida

Le vetture ibride, a differenza delle elettriche, non hanno bisogno della ricarica poiché ricevono l’energia, necessaria al loro funzionamento, durante la marcia. Gli accumulatori, attraverso la tecnologia Hybrid Synergy Drive, si ricaricano usando l’energia generata dal motore a benzina, ed al contempo, in fase di frenata e nei rallentamenti del veicolo, l’elettricità si trasforma in energia termica, riutilizzando una parte di energia che, diversamente, andrebbe dispersa.

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