Dipendenti e collaboratori hanno diritto a rimborsi chilometrici anche per l’auto aziendale. Ecco a voi una breve guida su come calcolarli e qual è il regime di tassazione.

CALCOLO SUL SITO ACI

A occuparsi delle quote l’ACI sul proprio sito con quote regolarmente aggiornate e comprensive di IVA. Consentito svolgere online il calcolo, in modo piuttosto agevole. I valori possono peraltro servire a confrontare la reale economicità fra i mezzi. Il raffronto è infatti oggettivo, come lo stesso portale rivela: “Espresse in Euro per km sono le spese sostenute per l’utilizzo di un veicolo, riferite ad alcuni valori standard di percorrenza annua. Il costo d’esercizio si compone di varie voci, sulle quali la percorrenza annua incide in modo diverso. Il costo d’esercizio può essere standard se tiene conto dei valori predeterminati dall’ACI per le singole voci, oppure personalizzato se i valori di alcuni parametri sono modificati per adattarli alle realtà dei singoli utilizzatori”.

IMPONIBILE E DEDUZIONE

Il lavoratore deve compilare una scheda di rimborso con gli elementi essenziali della trasferta (data della trasferta, località raggiunte, motivazione, km percorsi, modello di vettura). Se questa avviene all’interno del Comune dove c’è la sede di lavoro il rimborso chilometrico è pienamente imponibile. Al contrario non costituisce reddito tassabile se la trasferta è effettuata fuori dal “Comune dell’azienda”. L’Assolombarda puntualizza che non esistono limiti per il rimborso riconosciuto al dipendente. L’impresa può tuttavia dedurre al massimo il costo chilometrico relativo. Condizione essenziale che la vettura non abbia potenza superiore a 17 CV per i motori a benzina, 20 CV per i motori diesel. Medesime le tariffe laddove il dipendente guidi un’auto presa da lui a noleggio.

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