Ibride, Toyota sfonda il muro dei 7 milioni di esemplari venduti

Il gruppo giapponese ha assistito ad una crescita costante dei volumi di vendite nel corso di 17 anni

Lexus CT Hybrid
Lexus CT Hybrid

In 17 anni Toyota ha venduto 7 milioni di auto ibride in tutto il mondo. Un traguardo eccezionale che la pone come leader incontrastata del mercato (oltre ad essere la Casa che vende più auto in assoluto). Una crescita graduale anno dopo anno, dalle 19mila unità del 2000 alle 980mila dei primi sette mesi del 2014 che hanno cambiato radicalmente l’approccio di Case e consumatori nei confronti della tecnologia ibrida. In pochi nel 1997 avrebbero scommesso sull’auto ibrida. O meglio, si sapeva che sarebbe stata l’auto del futuro ma non si sapeva con esattezza quando sarebbe potuta essere accettata dal mercato. La Casa giapponese ha investito miliardi nell’ibrido partendo già in vantaggio sugli altri costruttori, che hanno potuto solo accodarsi a Toyota.

Si punta a battere il record del 2013

Il picco massimo di vendite c’è stato lo scorso anno con 1,27 milioni di auto ibride vendute globalmente, un record che supera di poco il 2012, quando c’era stato un vero e proprio balzo con percentuali di crescita congiunturali a tripla cifra. Quest’anno si punta a superare quella soglia, in virtù delle new entry tra i modelli ibridi: la Lexus Voxy Hybrid e Noah Hybrid, vendute in Giappone, la Lexus NX 300h nel mondo, mentre è ormai imminente il debutto della Lexus RC 300h. Tra Toyota e Lexus entro il 2015 saranno 15 i nuovi modelli ibridi che saranno lanciati dal gruppo giapponese. Il modello più venduto in assoluto è la Prius, che spopola in California e negli altri 90 paesi nel mondo dove viene commercializzata: sono 3,3 milioni gli esemplari venduti fin qui.

Il futuro secondo Toyota

Nel mondo le vendite si sono così divise: 3,3 milioni in Giappone, 2,5 milioni in USA e oltre 772 mila in Europa. Per il futuro si continuerà a sviluppare la tecnologia ibrida, che è considerata il futuro non solo perché permette risparmi in termini di consumi e di emissioni, ma perché è necessario farsi trovare pronti per quando ci sarà lo switch off dai carburanti fossili. Per allora la tecnologia sarà sufficientemente sviluppata da poter mettere da parte la componente del motore termico.

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