Colonnine elettriche: Italia in forte ritardo, ma si prova a rimediare

Entro la fine del 2017 si prevede l'installazione nella Penisola di 700 nuovi punti di ricarica

colonnine elettriche

Sono sempre di più le persone che apprezzano le potenzialità delle auto elettriche, ma le colonnine per la ricarica sono ancora troppo poche. Un problema che andrebbe risolto in modo tempestivo.

Colonnine elettriche: la situazione attuale in Italia

In Italia sembra crescere il numero delle persone convinti delle potenzialità delle auto elettriche. Determinante, però, per utilizzare questo genere di veicoli è la presenza delle apposite colonnine di ricarica sul territorio.

Il Miniistero delle Infrastrutture ha così voluto fornire i dati aggiornati relativi alla situazione della nostra Penisola. Attualmente si possono contare 1700 punti, divisi tra quelli di “ricarica” pubblici e altri di “tipo lento-accelerato. Nel corso del 2017, se i piani venissero rispettati, si conta di inserire altre 700 stazioni.

Tra le città più servite spicca Firenze in cui sono presenti circa 250 punti di ricarica. Subito dopo in graduatoria troviamo Roma con 200 colonnine e Milano che, compreso l’hinterland, ne ha 120.

Osservando le caratteristiche tecniche di ogni mini-stazione si scopre che i punti di ricarica veloce sono 10, mentre sono 300 le colonnine pubbliche di tipo “lento” utilizzate per il rifornimento dei soli veicoli leggeri. Sono inoltre disponibili 48 colonnine Tesla, azienda leader nella mobilità elettrica.

Colonnine elettriche: il grave ritardo italiano

Il numero di colonnine elettriche presenti in Italia evidenzia però un profondo gap rispetto a gran parte d’Europa. Una situazione dovuta soprattutto alla ancora bassa diffusione di veicoli elettrici nella Penisola.

Anche i vari governi che si sono succeduti hanno dimostrato di non credere del tutto a questo tipo di mobilità. Per il triennio 2013/2015 sono infatti stati stanziati 50 milioni di euro per sostenere i vari progetti di sviluppo delle colonnine di ricarica, ma a tuttʼoggi le convenzioni approvate hanno sfruttato appena 3,5 milioni di euro. Meno del 10% quindi dei fondi disponibili.

La maggior parte dei punti di ricarica presenti sul territorio è inoltre a modalità lenta. Una caratteristica che quindi incentiva poco i consumatori a investire su questo genere di vetture.

Nei prossimi mesi si tenterà comunque di ridurre almeno in parte il problema. Il piano prevede infatti l’introduzione di altre 700 colonnine entro la fine del 2017.

 

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